Romani: Fi non elabora più proposta politica, ora "Cambiamo"

Pol-Afe

Roma, 22 ago. (askanews) - "Dopo più di 20 anni di storia politica, di ideali in cui credere e di valori per cui combattere spiace constatare come Forza Italia sempre di più si riduca a logiche di corte in cui le categorie politiche tradizionali sono del tutto sostituite da piccole manovre di autosalvaguardia. Nel disinteresse totale alla ricostruzione di quell'area di centrodestra, casa naturale di coloro che si riconoscono nella cultura liberale, l'affannarsi della 'indiscutibile' classe dirigente del partito è tutto rivolto alla conservazione degli 'strapuntini', ciò che resta delle poltrone, in una logica basata sulla conventio ad excludendum sempre più ristretta. La mancanza di progettualità, di democrazia interna, di valorizzazione e selezione della classe dirigente che abbiamo sottolineato in Forza Italia si sta evidenziando in maniera drammatica in questa crisi agostana che rischia di essere pagata solo dagli italiani". Lo scrive in una nota il senatore Paolo Romani.

"La caduta del governo giallo-verde, tanto agognata quanto incerta nella sua conclusione - aggiunge - avrebbe dovuto riaprire il dibattito su una proposta di centrodestra rinnovata, forte delle esperienze locali ma arricchita di nuove e riscoperte sensibilità. Non in Forza Italia, dove l'impegno a costruire è del tutto assente e l'interesse è tutto rivolto a far fuori chiunque sia eterodosso, ché altrimenti gli 'strapuntini' non bastano. Un partito, Forza Italia, che non elabora più una proposta elettorale, che non esprime più in Parlamento una posizione riconosciuta e riconoscibile, sempre incline ad indulgere all'inciucio, incapace di intercettare il malessere diffuso nel campo del centrodestra e di rappresentare in politica quella vasta area sociale che si riconosce nei tradizionali valori liberali, popolari e riformisti, è destinato a perdere anche la capacità di interlocuzione politica. Non mi resta che dire 'Cambiamo', e presto".