Paolo Romani: "Conte no, proporzionale sì"

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - MARCH 24: Paolo Romani (C) of Forza Italia political party, speaks with journalists after the election of Italian Senate President on March 24, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - MARCH 24: Paolo Romani (C) of Forza Italia political party, speaks with journalists after the election of Italian Senate President on March 24, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Voi senatori di ‘Cambiamo’ sembrate essere l’ultima spiaggia di Giuseppe Conte per avere una maggioranza stabile al Senato. Siete interessati a sostenere questo governo?
“Non so se siamo l’ultima spiaggia, e siamo anche fuori stagione, ma sicuramente non siamo una spiaggia percorribile. Non c’è ad oggi possibilità di immaginare un percorso che ci possa portare a sostenere il governo”.

Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo economico, una lunga storia in Forza Italia, ora senatore del movimento ‘Cambiamo’ insieme a Gaetano Quagliariello e a Massimo Berutti, chiude alla possibilità di essere la quarta gamba dell’esecutivo Conte II ma apre piuttosto a un percorso comune di riforme.

Niente appoggio a Conte nonostante le ripetute richieste? E neanche se si realizzasse un Conte ter, come chiede Bruno Tabacci?
“Io rimango affezionato alla proposta fatta dal ministro e capo delegazione Pd Dario Franceschini, cioè iniziare un percorso di riforme a partire dalla riscrittura assieme di una nuova legge elettorale. Ci interessa un discorso di questo tipo ed è un percorso che ci può vedere partecipanti attivi”.

E se vi viene garantito un sistema proporzionale entrereste in maggioranza?
“Sono due cose diverse la maggioranza di governo e il percorso di riforme. Noi siamo interessati a quest’ultimo. Dobbiamo lavorare a un sistema proporzionale perché il semi-maggioritario non ha portato stabilità politica in questa legislatura. Oggi D’Incà, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, ha incardinato la legge elettorale, è un buon segnale. Io ho una preferenza assoluta per il sistema tedesco”.

Torniamo però sempre al solito punto. Per fare le riforme serve un governo stabile e, almeno per ora, una maggioranza solida non c’è. Come si fa se neanche voi di ‘Cambiamo’ siete disposti a sostenere Cont...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.