Romania al voto per referendum su destituzione presidente Basescu

Bucarest (Romania), 29 lug. (LaPresse/AP) - Romania al voto oggi per il referendum sulla destituzione del presidente conservatore Traian Basescu, chiesta per la seconda volta in cinque anni dai suoi oppositori di centro-sinistra, attualmente al governo. Basescu è accusato di aver violato la Costituzione intromettendosi nei compiti prerogativa del governo, favorendo gli amici e usando i servizi segreti contro i nemici personali. Secondo il presidente, invece, la richiesta di impeachment è una vendetta politica ordita dagli oppositori, che a suo parere vorrebbero mettere le mani sui fondi europei e sul sistema della giustizia. Basescu ha invitato per questo i suoi sostenitori a boicottare il voto di oggi in modo da annullare il referendum.

La destituzione del presidente è stata approvata lo scorso 6 luglio dal Parlamento con 256 voti favorevoli e 114 contrari. Da allora Basescu è stato sospeso e il ruolo di capo di Stato ad interim è stato assunto dal presidente del Senato, Crin Antonescu. Spetta tuttavia ai cittadini la scelta di confermare o meno la decisione del Parlamento con un voto popolare tramite referendum. Una procedura di impeachment simile nei suoi confronti era già stata avviata nel 2007, ma il referendum lo aveva poi salvato. Negli ultimi due anni, tuttavia, la popolarità di Basescu è notevolmente calata e nelle proteste di gennaio contro le misure di austerità i dimostranti scesi a migliaia in piazza a Bucarest ne hanno più volte chiesto le dimissioni, accusandolo di essere responsabile dell'impoverimento della popolazione con l'imposizione di misure anti crisi. Basescu sostiene invece di aver guidato il Paese attraverso la crisi finanziaria del 2008, di aver migliorato le relazioni bilaterali con la Moldavia, che faceva parte della Romania fino al 1940, e di aver reso Bucarest un partner affidabile per la Nato e per gli Stati Uniti.

Basescu, 60 anni, ex capitano di navi e capo di Stato dal 2004, è coinvolto in uno scontro di potere con il primo ministro Victor Ponta, che si è acuito nelle ultime settimane. Il governo ha cambiato la legge per rendere più facile la destituzione del presidente: prima occorreva infatti una maggioranza di tutti gli elettori nel referendum, mentre ora basterà una maggioranza semplice di voti. Ponta ha inoltre emesso un decreto che riduce i poteri della Corte costituzionale relativamente alle sentenze sulle leggi approvate dal Parlamento. Il premier, tra l'altro, ha ignorato la decisione della Corte secondo cui la Romania avrebbe dovuto essere rappresentata al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno da Basescu e non da lui, ed è partito comunque per Bruxelles. Le tensioni nel Paese hanno suscitato molte reazioni da parte dell'Ue, che ha più volte espresso preoccupazioni per lo stato della democrazia in Romania.

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