Romano Prodi dà la scadenza a Matteo Renzi

HuffPost
BOLOGNA, ITALY - JUNE 09: Italian Government ex Prime Minister and ex EU President Romano Prodi attends the RepIdee Festival at Maggiore square on June 07, 2019 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images)

I partiti personali funzionano la prima volta, ripeterli crea problemi. La scelta di Renzi di staccarsi dal Pd era prevedibile ma è ‘ugualmente inspiegabile nei tempi’, ma non influirà sul governo, perché un eventuale distacco ‘sarebbe palese e quindi lo pagherebbe più di prima’. A dirlo Romano Prodi, intervistato in apertura da Repubblica, dove parla di Europe e Italia.

 Sulla scissione di Renzi, il Professore spiega:

Sono sempre stato l’uomo dell’unità e la risposta, nel mio caso, è scontata. Sono contro ogni divisione. La pensavo così anche quando il gruppo di Pier Luigi Bersani ha lasciato, temporaneamente, i Democratici. L’uscita di Renzi era assolutamente prevedibile. Ma ugualmente inspiegabile nei tempi. Non si può operare per costruire un governo e immediatamente mettere un’ipoteca sullo stesso governo.

A proposito di Italia Viva, Prodi commenta in maniera ironica: 

Bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema. Parlo su serio: attenzione che i partiti personali funzionano la prima volta. Ripeterli crea problemi. Questo vale per tutti, per Renzi e forse anche per Salvini.

E sul fatto che il Pd abbia o meno un futuro, spiega:

Sì, se ritrova la sua anima: un’anima di sinistra, ma soprattutto un’anima riformista. E dovrebbe presentarsi con un solo punto all’ordine del giorno che è la condizione per tutto il resto: lotta spietata, organica e di lungo periodo all’evasione fiscale. 

 

 

Continua a leggere su HuffPost