Rompere con i Cinquestelle è stata la scelta giusta, dice Calderoli

alberto ferrigolo

“Non vedo margini”. Roberto Calderoli, senatore leghista da 27 anni in Parlamento, già ministro per la Semplificazione normativa nel quarto governo Berlusconi e vicepresidente del Senato dal 2013 in un'intervista all'edizione cartacea del Corriere della Sera dice non vede possibilità concrete per un dietrofront o un ripensamento di Salvini sulla crisi e che le possibilità di andare al voto oscillano tra “il 70-80 per cento”.

Del resto, aggiunge, “Salvini ha detto che vuole andar e al voto” e ”Di Maio si è detto disponibile, a patto di votare prima il taglio dei parlamentari. Bene, di fronte ad un via libera, i 5 Stelle che fanno? Il presidente Fico fissa il voto su quel punto dopo le comunicazioni di Conte...”. Un modo, per Calderoli, per dire che ormai “mi aspetto di tutto” anche se “credo che Conte parlerà in Aula e poi andrà al Quirinale a rassegnare le dimissioni”. Semmai quel che succederà dopo “è nella mani del Presidente Mattarella” anche se, aggiunge, “faccio davvero fatica a immaginare Renzi e Di Maio fianco a fianco”.

Da lato della sua esperienza e delle proprie valutazioni, Calderoli ritiene che il gesto della rottura attuato da Salvini “è stata una scelta giusta” perché “ha creduto fino in fondo al contratto di governo ma quando ha capito che non c'erano più margini per ottener e risultati ha detto stop” intraprendendo “la strada più lineare e corretta” e chi si oppone “cerca solo di salvare la poltrona”.

Calderoli poi sostiene che sul fatto che il Quirinale ha fatto sapere non è possibile tagliare i parlamentari e andare subito dopo al voto “invece è fattibilissimo”, magari “può essere inopportuno ma non ci sono ostacoli, nemmeno dal punto di vista costituzionale” a suo avviso. E così quel che si sta consumando in queste ore è solo il tentativo di cercare “un paracadute per tenere il più possibile loro la poltrona”.

Per Calderoli, perciò, Salvini non ha sbagliato i tempi di apertura della crisi perché “ha sopportato anche gli insulti più sanguinosi fino a che ha potuto, poi il rapporto è degenerato” anche se si sente di dire tranquillamente che “il primo anno il contratto ha funzionato”, poi però “dopo le Europee ha cominciato a ballare tutto”. Quindi lui non vede un Salvini negli ultimi giorni nervoso come se si rendesse conto di aver sbagliato mossa perché per prima cosa “non fa parte del suo carattere” esser nervosi” e poi perché “Salvini ha un fiuto e una capacità di vedere lontano incredibili”.