Rosa Barba e Lara Favaretto: due nuove opere per Banca Generali

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Milano, 7 set. (askanews) – L’arte come strumento anche di ripartenza. Banca Generali, in occasione della Art Week di Milano, presenta al pubblico nel proprio Training & Innovation Hub due opere di Rosa Barba e Lara Favaretto che entrano nella collezione della private bank nell’ambito del progetto BG Art Talent, curato da Vincenzo de Bellis, direttore associato del Walker Art Insititute di Minneapolis.

“Queste due opere – ha detto ad askanews – sono molto diverse tra di loro, ma accomunate da un aspetto: il fatto di rappresentare, pur con materiali tradizionali come il dipinto e la scultura, attraverso un’azione performativa. Entrambe le opere restano sia sulla tela della Barba, sia sul cemento della Favaretto, impresse da un’azione che non è tradizionale, ma attraverso quella che è un’azione performativa”.

Il lavoro di Rosa Barba, intervenuta da remoto alla presentazione dell’evento, nasce da una sfera che traccia elementi di linguaggio sulla tela, mentre quello di Lara Favaretto è un’esplorazione sulla duplice natura del cemento, materiale sul quale interviene direttamente andando a modellarlo prima che solidifichi. Dopo Linda Fregni Nagler, Enrico David e Francesco Arena, le due artiste, già molto apprezzate a livello internazionale, entrano a far parte della collezione di Banca Generali.

Che, per bocca del direttore Marketing e Relazioni esterne, Michele Seghizzi, ha confermato lo spirito con cui ci si è avvicinati all’arte contemporanea in relazione anche al luogo in cui si è scelto di esporre queste ultime due acquisizioni. “L’impegno della banca – ci ha spiegato – si manifesta sia nel sensibilizzare sul valore dell’arte italiana, sia nella volontà di riflettere sulla portata dell’innovazione e dell’originalità delle idee”.

Alla presentazione delle due opere è intervenuto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. “Credo che sia molto importante il senso che Banca Generali ha voluto dare al suo sostegno ad Art Week – ci ha detto – ma anche l’impegno diretto che ha profuso nell’accompagnare artiste e artisti del nostro Paese, innanzitutto nel vedere le proprie opere esposte in un contesto molto prestigioso, ma poi anche essere oggetto dell’attenzione e della reputazione che l’essere parte di una importante collezione privata può dare”.

“Sì è scelto di fare questo percorso – ha aggiunto de Bellis a ulteriore conferma del pensiero dell’assessore – perché l’arte italiana deve essere supportata e il nostro compito di curatori e di professionisti del settore è quello di supportarla nel migliore dei modi, ossia facendola entrare in collezioni”.

E in questo caso è interessante sottolineare come i soggetti privati, modello questo caro alla Milano degli ultimi anni, sempre più spesso giochino un ruolo culturale significativo al fianco delle istituzioni, di cui la settimana dell’arte che ruota intorno alla fiera miart è uno degli esempi più evidenti.

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