Rosa Papagna: “Mio figlio Francesco eroe caduto invano”

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Il giorno seguente all’attacco in Iraq che ha causato il ferimento di cinque militari italiani, arriva un messaggio di dolore di Rosa Papagna che perse il figlio in Afghanistan nel 2010. Francesco Saverio Positano, caporalmaggiore dell’esercito, è morto il 23 giugno 2010. La donna ha confessato: “Io le capisco quelle mamme che hanno ricevuto la notizia terribile del ferimento dei loro figli. Il cuore delle mamme è quello che soffre di più”.

Rosa Papagna ricorda il figlio

Mamma Rosa Papagna ricorda con un dolore straziante il momento in cui le venne annunciata la morte del figlio Francesco Saverio Positano. “Era la terza volta che Francesco partiva per quella terra – ha spiegato la donna -. Ma in quell’occasione era diverso. Qualcosa mi diceva di non farlo andare”. Il caporalmaggiore dell’esercito è caduto in Afghanistan il 23 giugno del 2010. “Era il periodo in cui ne morivano troppi – ha proseguito Rosa -. Una bara a settimana solcava la linea volo dell’aeroporto di Ciampino, non volevo che capitasse a mio figlio. Mio marito Gino e io glielo dicemmo, man non volle ascoltarci e ci salutò per sempre”.

L’annuncio del decesso avvenne in un momento particolare: “Eravamo in auto – ha spiegato – quando vedemmo nel centro di Foggia, dove abito, delle auto del comando militare di Bari. Dissi a Gino: è per Francesco. Li vidi venire verso di me in silenzio e notai scendere mia nuora e sua mamma e il mio cuore straziato capì. Gridai di dolore e poi svenni“. In un primo momento parve che Francesco cadde da un mezzo, ma in seguito venne appurato che l’uomo era morto schiacciato tra due blindati. Nel processo finirono sotto accusa otto commilitoni.

Il cordoglio per le vittime

Poco dopo l’attacco ai militari italiani in Iraq, Rosa esprime la sua vicinanza alle famiglie colpite dal dolore immenso della perdita di un figlio. “Abbraccio virtualmente quelle mamme e vorrei dire loro che sono loro vicina”. infine, ha concluso: “Considero mio figlio un eroe, così come tutti i militari che vanno laggiù. Hanno una forza incredibile di fare cose che pochi farebbero, spesso per uno stipendio non adeguato”.