Rosalinda Cannavò e il dramma anoressia: "Pensavo fosse meglio morire"

Rosalinda Cannavò e il dramma anoressia:
Rosalinda Cannavò e il dramma anoressia: "Pensavo fosse meglio morire". (Photo by Elisabetta A. Villa/Getty Images)

Una rivelazione a cuore aperto, che scoperchia una fragilità privata e per molti segreta. Che però per fortuna fa parte ora del passato, in un percorso che potrà aiutare anche altre persone che soffrono. È quella che Rosalinda Cannavò ha deciso di portare in tv a 'Verissimo', rivelando la sua difficile battaglia con un mostro tanto silenzioso quanto spietato: l'anoressia.

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"Quella che facevo non era vita, ho pensato che fosse meglio morire", ha spiegato Rosalinda Cannavò, che si è messa definitivamente alle spalle lo pseudonimo Adua Del Vesco già ai tempi del 'Grande Fratello VIP' e con il suo nome reale ha deciso di raccontare la sua storia nell'autobiografia 'Il riflesso di me'. E proprio qui ha analizzato alcuni nodi della sua esistenza, transitati anche dal cambio di nome. E che hanno seriamente rischiato di condurla all'autodistruzione.

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"Avevo affidato la mia vita ad altre persone. Mi avevano detto che per lavorare in televisione dovevo perdere chili. Per questo sono sprofondata nell'anoressia per moltissimi anni, ma non me ne rendevo conto", ha rivelato Rosalinda Cannavò. Che ha anche ammesso quanta confusione ci fosse in lei in quegli anni: "Non avevo la percezione di come fossi. Credevo a tutto quello che mi dicevano, e lasciavo che mi condizionassero. Oltre al cambio nome sono cambiata interiormente: ho iniziato a comportarmi diversamente da come ero, e questo mi logorava dentro".

Una nuova consapevolezza è arrivata quando rischiava di essere troppo tardi. "Ero arrivata a pesare 32 chili. In quel momento ho anche abusato di medicinali", è l'ulteriore drammatica rivelazione a Silvia Toffanin di Rosalinda Cannavò. Che visse quello snodo della sua vita avendo ben chiare le possibili conseguenze: "Ero consapevole del fatto di poter arrivare a stare molto male, ma la cosa non mi spaventava. Consideravo la morte quasi come una liberazione. Non sopportavo più di essere un'altra persona. Sentivo il bisogno di liberare il prima possibile la parte vera di me".

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La svolta giunse nel 2019, in concomitanza con la tragica scomparsa dello sceneggiatore Teodosio Losito. Un trauma che Rosalinda Cannavò ha vissuto come uno schiaffo all'anima: "È stato un evento molto duro che mi ha svegliata da un incubo. Ho capito che mi dovevo allontanare da un mondo che rischiava di distruggermi, come è successo a lui. Allora sono andata a Lourdes, per recuperare la fede smarrita. Oggi sento Teodosio molto vicino. Ovunque sia, lo penso ogni giorno". E il passato è definitivamente alle spalle: "Adua non esiste più, è solo un ricordo. Finalmente è finto quest'incubo".