Rosangela, perseguitata dall’ex violento: il racconto dell’incubo

incubo rosangela

Rosangela è un’impiegata di 50 anni che ha denunciato il suo ex al termine degli arresti domiciliari. La donna, grazie a quest’azione, ha ottenuto un ordine restrittivo contro di lui (già violato almeno cinque volte). A Fanpage, Rosangela ha raccontato l’incubo che continua a rivivere con le parole dell’ex: “Ti mangio la testa e l’anima, ti porto con me nell’aldilà”. Nel corso della relazione durata due anni, Rosangela ha sentito urlare più volte il compagno e ora vive nella paura che possa farle del male. “Fermatelo perché un giorno mi farà del male” ha detto. Nonostante abbia ottenuto un provvedimento restrittivo, la donna continua a vedere l’ex in ogni luogo.

L’incubo di Rosangela

Il racconto di Rosangela parte dalle motivazioni della denuncia al suo ex. Il motivo è semplice: “violenza sessuale, violenza privata, lesioni e maltrattamenti”. La donna ha proseguito spiegando: “Mi picchiava, mi stuprava, mi insultava. Oggi viola l’ordine restrittivo e mi guarda con con aria di sfida. Se qualcuno non lo ferma mi farà ancora del male, lo so”. La denuncia p avvenuta “il giorno che l’ho lasciato. Quello in cui ho detto basta. È stata l’ultima volta che gli ho permesso di picchiarmi e la prima che ho avuto il coraggio di denunciare. Prima di allora lui mi aveva aggredito più volte per motivi banali, ma comunque nell’ambito di un comportamento morbosamente possessivo. Avevo sopportato, lo avevo perdonato, ma poi non ho avuto più la forza di subire le botte, gli abusi, il controllo. E ho sporto denuncia”. ma l’incubo di Rosangela non è mai finito.

Riguardo le tutele, Rosangela ha confessato: “Mi sono rivolta all’associazione Gens Nova che tutela le vittime di violenza e oggi sono assistita dal presidente, l’avvocato Antonio La Scala. Sto facendo quello che è necessario per proteggermi, ma vivo nella paura che lui possa trovarmi e farmi del male. Da quando ha lasciato i domiciliari, ogni volta che esco di casa cerco di stare al telefono con qualcuno. Mi guardo le spalle“.

L’avvocato

“È una vicenda che la magistratura ha seguito sin da subito avendo fermato il presunto violento dopo poco tempo – ha spiegato l’avvocato Antonio La Scala – tuttavia il problema vero, che con Gens Nova da anni denunciamo, è che anche i magistrati hanno le mani legate da leggi miti e soprattutto dall’assenza della certezza della pena”.