Rossella Urru libera, ma chi sono i cooperanti?

Filippo Panza
Yahoo! Notizie
Rossella Urru è stata liberata
(KIKA) - TINDOUF - Rossella Urru è libera. La conferma è arrivata in serata dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che lo ha annunciato dopo ore di attesa scandita dalle dichiarazioni di un gruppo islamista, che già nel pomeriggio aveva annunciato la liberazione della cooperante italiana e dei due colleghi spagnoli. "E' una bellissima notizia, Rossella è libera", ha detto il titolare della Farnesina che ha aggiunto: "Rossella sta per entrare in contatto con il capo dell'unità di crisi. Forse occorrerà un pò per averla veramente con i funzionari e le altre persone. Rossella è il simbolo dei valori, del coraggio, dell'eroismo delle nostre donne". La liberazione arriva dopo nove mesi in mano ai sequestratori. La cooperante, infatti, era stata rapita nella notte tra il 22 ed il 23 ottobre in Algeria. La Urru, 30 anni, nata Samugheo in provincia di Oristano il 22 marzo 1983, lavora presso il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli

La notizia tanto attesa è arrivata ieri alle 19,36. Rossella Urru, la 29enne cooperante italiana rapita lo scorso 22 ottobre in Algeria, è stata rilasciata in Mali. I rapitori, gli estremisti del Movimento per l'unità e la jihad in Africa occidentale (Mujao), hanno liberato anche i due volontari spagnoli, Ainhoa Fernández de Rincón e Enric Gonyalons, suoi compagni di prigionia. La Urru, che ora si trova a Timbuctù nelle mani dei mediatori, dovrebbe rientrare oggi pomeriggio a Roma dove l’attendono i genitori e i due fratelli. Il suo paese, Samugheo, in provincia di Oristano, sta già preparando la festosa accoglienza.

Ma chi è esattamente Rossella Urru e cosa fa? La giovane lavora per una delle principali Organizzazioni non governative (Ong) italiane, il Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli) e in Algeria era coordinatrice del campo profughi per rifugiati saharawi di Hassi Rabuni, nei pressi di Tindouf. Il Cisp opera nello Stato africano dal 1996, in coordinamento con organizzazioni  internazionali, tra le quali la Comunità Europea, il Programma Alimentare, l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, la cooperazione italiana, enti locali italiani, in particolare la Regione Emilia Romagna. L’obiettivo è effettuare soprattutto interventi di emergenza e riabilitazione. Nel suo lavoro la giovane cooperante sarda, che negli scorsi anni aveva portato a termine quattro missioni presso i campi saharawi e altre tre missioni in diversi contesti internazionali, si occupava in particolare di progetti per il miglioramento della gestione degli aiuti umanitari, per la salute materno infantile, il sistema scolastico, la prevenzione delle epatiti virali e l’immagazzinamento dei prodotti freschi e a temperatura controllata.

L’impegno della Urru nel Maghreb era piuttosto complesso dal punto di vista operativa. In quanto coordinatrice, infatti, si dedicava alla programmazione delle attività da realizzare, alla gestione della logistica, delle attrezzature e delle risorse umane, alla selezione di nuovo personale, all’elaborazione di rapporti narrativi e finanziari e alle riunioni di coordinamento con i rappresentanti locali delle organizzazioni internazionali e dei donatori. Del resto un cooperante, come la giovane sarda rapita in Algeria, è un professionista a tutti gli effetti in possesso delle conoscenze tecniche e delle qualità personali per operare nei Paesi in via di sviluppo. I contratti rivolti a queste figure professionali possono essere per “missioni brevi” (meno di quattro mesi) e “lunghe” (fino a 24 mesi). Le retribuzioni variano a seconda dell’esperienza e della competenza.

Il cooperante è inserito in una struttura complessa come quella delle Ong, che in Italia hanno una propria Associazione con oltre 250 organizzazioni riconosciute dal Ministero degli Esteri. Dagli anni ’70 esistono anche tre grandi federazioni che le raggruppano: la Focsiv (Federazioni organismi cristiani servizio internazionale volontariato), il Cocis (Coordinamento per la Cooperazione internazionale allo Sviluppo) e il Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale). Nel campo degli aiuti umanitari, in particolare, è stata costituita Agire (Agenzia italiana risposta emergenze) che comprende dodici tra le principali Ong italiane tra le quali ActionAid, Amref, Wwf, Save the Children, Terre des Hommes e il Cisp. Vista la complessità delle sfide da affrontare e dei contesti in cui operano, le Ong puntano sempre di più sulla formazione del proprio personale sia a livello di universitario che di educazione di primo e secondo livello. Non a caso proprio il Cisp, per cui la Urru lavora, nel 1997 ha costituito, insieme ad altre due Ong italiane (Coopi e Vis), la Cooperation and Development School of Pavia, che gestisce due Master internazionali in Italia e due internazionali a Cartagena de Indias (Colombia) e a Betlemme (Palestina). Una terza analoga esperienza si sta consolidando a Nairobi (Kenya).

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