Rossi: abbiamo fatto risparmiare ai toscani 1,3 mld interessi

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Firenze, 23 lug. (askanews) - Disco verde della Corte dei Conti al bilancio 2018 della Regione Toscana. I giudici si sono riuniti stamani a Firenze ed hanno deliberato la parificazione del rendiconto regionale, confermando dunque la salute e il buono stato dei conti dell'ente che valgono oltre 10 miliardi di euro entrate ed altrettanti in uscita.

La Corte ha evidenziato alcune criticità riguardo soprattutto l'entità del disavanzo, che comunque si è ridotto di un terzo in un anno, l'indebitamento frutto degli investimenti passati in sanità, la situazione di alcune partecipate: rilievi a cui ha risposto, nel corso dell'udienza, lo stesso presidente della Regione Toscana Enrico Rossi spiegando e difendendo le scelte fatte, numeri alla mano, ma assicurando che le considerazioni della Corte saranno comunque prese in esame, come è stato del resto in passato all'interno di un rapporto positivo di collaborazione reciproca.

Rossi prova ad andare al di là di alcune tecnicismi. "Quello che si chiama oggi disavanzo fino al 2015 veniva più correttamente indicato come debito autorizzato e non contratto e si capiva forse meglio di cosa effettivamente si trattasse - riassume - Cosa ha fatto la Regione Toscana? Ha scelto semplicemente di pagare tre miliardi e mezzo di investimenti non ricorrendo ai mutui già autorizzati ma pagando 'cash', con le risorse in cassa. In questo modo abbiamo fatto risparmiare ai toscani almeno 1 miliardo e 300 mila euro di interessi e mi sento dunque di difendere la scelta, oltretutto con un indebitamento procapite di 508 euro l'anno contro i 1.074 di media tra tutte le Regioni". "Poi - prosegue Rossi -, dopo il 2015, le norme sono cambiate e non l'abbiamo più potuto fare".

I conti nel frattempo sono migliorati. Il disavanzo di amministrazione, che nel 2015 era di 3,5 miliardi, è passato nel 2018 a 2,26 miliardi. "In sei anni ammortizzeremo completamente gli investimenti" conclude. "Abbiamo anche migliorato - ricorda Rossi - il risultato di esercizio. Abbiamo rispettato i vincoli del pareggio di bilancio, anzi abbiamo fatto meglio, senza peraltro utilizzare la leva fiscale oltre la media delle altre regioni. Non abbiamo mai messo le tasse al massimo per pagare la sanità, come hanno fatto in Lazio e persino in Veneto e in Piemonte, e non lo faremo mai. Recuperiamo ogni anno 150 milioni di evasione fiscale. Abbiamo potuto contare pure su una buona cassa, 1 miliardo su un bilancio 'ristretto', cioè al netto di sanità e fondi europei, che vale 1 miliardo e 350 milioni. E questo mi sembra un ulteriore elemento di salute dei nostri conti e di buona amministrazione: meglio di tante aziende". &qu ot;Con servizi non sanitari pari alla Lombardia, come certificato dalla Luiss - aggiunge il presidente - e la sanità al top insieme al Trentino, come afferma l'università di Tor Vergata".