Rossi: "Baglioni? Rai verifichi se c'è conflitto di interessi"

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di Pippo Orlando  "Questo non è il Festival della canzone italiana, ma il Festival degli sconosciuti le cui canzoni non rappresentano la tradizione italiana". Non usa mezzi termini Adriano Aragozzini che, raggiunto telefonicamente dall'Adnkronos in Florida, dice di parlare "a nome degli italiani, coram populo, che hanno casa qui a Miami ma che abitualmente vivono in Italia, e che mi hanno invitato a vedere le prime tre serate della kermesse. La quarta, ieri sera, l'ho vista da solo a casa mia". L'ex patron della manifestazione sanremese osserva: "Quello che hanno notato i miei 'compagni di visione' e che io condivido è che più della metà degli artisti in gara erano sconosciuti. Inoltre, come è possibile che gli artisti importanti italiani fossero tutti ospiti perché solo in pochissimi erano in gara? Per non parlare delle canzoni: tranne tre o quattro, erano tutte brutte". Aragozzini confessa di avere apprezzato "quella di Daniele Silvestri e altri due o tre brani. Ma sono certo che nessuno di loro vincerà". Il produttore musicale e televisivo punta il dito contro il regolamento del Festival: "Chi lo ha scritto ha ucciso la possibilità che i grandi artisti vadano in gara perché con una categoria unica, il grande cantante non va a cimentarsi con gli sconosciuti. Bisogna fare un regolamento che difenda gli artisti importanti per farli partecipare alla gara. In questa edizione ci sono stati perfino ospiti nemmeno degni di esserlo. C'è stato solo un meraviglioso Baglioni che ha fatto il suo festival personale, ma è uno show televisivo e non un festival della canzone. Mi auguro che non sia questo il futuro di Sanremo".  Aragozzini getta benzina sul fuoco delle polemiche sull'ipotetico conflitto di interessi tra Baglioni e Salzano: "E' un Festival per coloro i quali faranno i concerti nei palazzetti. E' chiaro che la scelta degli artisti è stata condizionata da chi gestisce i live, lo si vede anche dalle luci, che non sono da tv ma da concerto", dice. E conclude con un monito alla Rai: "Perché l'azienda culturale più importante del Paese qual è la Rai deve chiamare personaggi di Mediaset come Bisio? Senza nulla togliere alla sua bravura, così però si fa un favore alla concorrenza".

di Veronica Marino  

"Il vero tema non è il fatto che Claudio Baglioni possa esprimere un parere su un tema di grande attualità come è quello sull'immigrazione, ma il fatto che abbia scelto di esprimersi sull'argomento sotto i riflettori della conferenza stampa del Festival di Sanremo". Il consigliere Rai, Giampaolo Rossi, spiega all'Adnkronos il suo punto di vista su quanto affermato ieri dal direttore artistico della kermesse canora.  

"Il cittadino Baglioni - evidenzia Rossi - ha diritto di manifestare tutte le opinioni che vuole, naturalmente. Parlare di immigrazione, però, mentre si presenta il festival della canzone italiana è del tutto fuori contesto, anche quando lo si fa in risposta a domande specifiche poste dai giornalisti. La questone più seria che, invece, io porrò sul Festival di Sanremo nel prossimo consiglio di amministrazione -anticipa Rossi- è un'altra: chiederò che la Rai verifichi se ci sono conflitti di interesse generati dal rapporto che il direttore artistico del Festival di Sanremo ha con la sua casa discografica, che è la stessa cui appartiene una buona parte degli artisti selezionati".