Rossi: Toscana non è immune da attività criminose mafiose

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Firenze , 6 feb. (askanews) - Riciclavano denaro per il clan palermitano Tagliavia e sono stati arrestati: dodici persone, accusate di favorire gli affari di Cosa Nostra, sono state fermate oggi all'alba dalla Guardia di Finanza di Prato nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.

"L'operazione di oggi - commenta il presidente della Toscana Enrico Rossi, che ringrazia agenti e inquirenti - dimostra, come già abbiamo più volte affermato commentando il Rapporto annuale sui fenomeni criminosi realizzato dalla Giunta regionale assieme alla Scuola Normale di Pisa, che la Toscana non è immune né da attività criminose di tipo mafioso né da vere e proprie presenze organizzate. E ci ricorda che occorre continuare a tenere alta la guardia contro la capacità di radicamento della criminalità organizzata".

"Si tratta di un ulteriore campanello di allarme che le mafie emigrano lì dove trovano condizioni vantaggiose, sia economiche, con maggiori opportunità legate al riciclaggio, sia criminali, data la presenza di soggetti in loco capaci di garantire il necessario per trasferire il business". "L'operazione - aggiunge sempre Bugli - è anche prova che la strategia di questi ultimi anni, fatta di maggiori approfondimenti investigativi e supporto da parte della Procura, paga, svelando patrimoni per molto tempo 'invisibili'.

"Per contrastare e battere le mafie - si sofferma Rossi - è determinante l'attività di repressione della magistratura e delle forze di polizia. Ma è altrettanto fondamentale il contributo di tutti. Per questo rivolgo un appello ai cittadini tutti e agli imprenditori, spesso vittime di attività illecite come l'usura, a segnalare e denunciare tutto quello che può configurarsi come fenomeno criminale e mafioso". "Nessun territorio - conclude - può considerarsi immune dalla presenza della criminalità organizzata, ma noi possiamo continuare ad alimentare i nostri anticorpi per impedirne la diffusione. Come giunta regionale restiamo impegnati in prima fila, perché l'attività di conoscenza e di prevenzione del fenomeno continuino con determinazione.