Rotondi: ecco i dieci errori che hanno portato Fi al 5% umbro

Pol/Vep

Roma, 30 ott. (askanews) - "Forza Italia tocca il punto più basso nella rossa Umbria,e nel giorno della vittoria del centrodestra dopo sette decenni di dominio della sinistra". Inizia così un articolo di Gianfranco Rotondi, presidente Dc e vicepresidente del gruppo Fi alla Camera, che su "Libero", elenca i dieci errori che hanno portato Fi al 5% ottenuto alle Regionali in Umbria.

"Errore uno, non governare. Da ministro del programma, segnalavo mensilmente al premier la tabella di marcia di ciascun ministro nella realizzazione del programma: lenta, quasi ferma; due, rompere con Fini: i colonnelli di An istigarono Berlusconi contro Gianfranco, Berlusconi e Fini caddero entrambi nella trappola e ne furono travolti. Errore tre: appoggiare Monti. La Lega si collocó all'opposizione, scavando un primo solco tra Berlusconi e il suo elettorato - scrive Rotondi -; quattro, proseguire l'alleanza col Pd col governo Letta; cinque, il patto del Nazareno, passato come l'ennesimo accordo col Pd; sei: chiudere e spacchettare il Pdl, tornare a Fi; sette: le scissioni". "Non si contano le scissioni della nuova Forza Italia - aggiunge - e su tutte campeggiava il medesimo titolo consolatorio: tanto i voti li porta Berlusconi". "Errore otto: aver regalato la guida delle regioni del Nord alla Lega, senza un patto che impegnasse il Capitano a non sbarcare al Sud. Errore nove: aver coperto Salvini nell'inciucio gialloverde, autorizzandolo invece di denunciarlo. Errore dieci, finale e mortale: aver passato un anno a invocare il ritorno di Salvini, regalandogli un podio da cui ha conquistare gli estimatori del governo e anche gli oppositori". La conclusione di Rotondi: "Ormai la scelta è una sola: Salvini sì, Salvini no. Ognuno faccia ciò che crede,purché tutti assieme continuiamo a cantare 'meno male che Silvio c'è ', perché ci ha regalato un'avventura straordinaria e ormai rispettata anche dagli avversari: i migliori anni della nostra vita, come il titolo della canzone che Berlusconi ama di più".