Roubini torna alla carica: svalutate l'euro per salvarvi!

In particolare, è il rischio di uno scontro tra Israele e Iran, o tra Stati Uniti e l'Iran, il punto focale, sebbene sia molto improbabile che il presidente Obama possa reagire in alcun modo, almeno fino a dopo le elezioni presidenziali di novembre. In ambito euro, però, il celebre economista ha sottolineato quello che in Usa è l’argomento che regge il banco sulla questione finanziaria: la crisi del debito europeo. Con il rischio, sempre più concreto, di una recessione endemica, dovuta anche all’esasperazione dei prezzi degli energetici, intimamente legati a quelli petroliferi. Da qui la sua preoccupazione per l’Iran. Infatti, lui stesso h fatto notare un particolare che in molti avevano già sottolineato: lo spostamento di tutto il mondo verso il gas naturale (proprio come hanno fatto in Italia le nostre aziende di settore), cosa che potrebbe essere un freno alla crisi, o almeno a uno dei suoi tanti fattori. Si, perchè la crisi del debito europeo, secondo le opinioni dell’economista “apocalittico” (soprannome che gli viene affibbiato dopo aver previsto l’effettiva contrazione a livello globale) ha varie cause ma un solo unico rimedio sicuro: la svalutazione dell’euro del 30%. Anche perchè l’alternativa sarebbe una rottura del già fragile sistema, nato su basi forzate. E in caso di crack della zona euro,le conseguenze potrebbero provocare cataclismi globali. Le misure che i governi hanno preso per contrastare il pericolo, sono anche peggiori del rischio stesso. Un piccolo parallelo con l rischio che si sta evidenziando, ma nella prospettiva ancora lontana, proprio negli Usa: aumentare le tasse e diminuire le sovvenzioni statali. Un meccanismo del genere potrebbe portare a meno reddito disponibile nelle tasche della gente e poi un rallentamento dei consumi, ha aggiunto, sottolineando la stagnazione dei salari.

, Infatti l’austerity paralizza gli investimenti e la dinamicità che una riforma del mercato del lavoro richiederebbe al momento; non solo, ma essere coinvolto sarà l’intero sistema bancario con conseguenze incalcolabili visto che sono proprio le banche le più esposte ai bond infetti. Non solo ma anche nella migliore delle ipotesi, e cioè che si organizzi una sorta di default controllato, non bisogna dimenticare che le economie euro-dipendenti hanno fortissimi interessi nelle cosiddette economie emergenti che non potrebbero sopperire a un tracollo del genere.

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