Rovigo, 20 positivi su 30 pazienti ricoverati nella struttura ospedaliera

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focolaio ospedale Rovigo
focolaio ospedale Rovigo

Dopo il focolaio nella casa di riposo di San Cipriano Picentino, preoccupa la situazione all’ospedale di Rovigo, dove si segnalano almeno 20 positivi al Covid-19 su 30 pazienti. Contagiati anche due infermieri no vax.

Focolaio ospedale di Rovigo

All’interno del reparto di geriatria dell’ospedale civile Santa Maria della Misericordia di Rovigo è scoppiato un focolaio che ha coinvolto almeno 20 dei 30 pazienti ricoverati. Dalle informazioni rese note dalla direzione sanitaria, sarebbero coinvolti e positivi al virus anche un infermiere e un operatore socio-sanitario del reparto che nei giorni scorsi non avrebbero voluto sottoporsi al vaccino.

Antionio Compostella, commissario dell’Ulss5, ha precisato che non è stato dimostrato l’eventuale legame tra il rifiuto dei due al vaccino e i contagi in geriatria. Ma ha sottolineato che: Sarà valutato se ci sono elementi per una segnalazione dei due dipendenti o comunque per un provvedimento”.

Già nelle scorse settimane era scoppiata una polemica in merito all’obbligo di vaccinazione anti-Covid per medici e personale sanitario. Il governo non l’ha previsto, ma molti esperti del settore ribadiscono l’esigenza e il dovere morale per medici e infermieri.

A inizio anno, l’agenzia Ansa stima che in media un operatore sanitario su cinque non intende aderire alla campagna vaccinale. Tuttavia, se fosse vero, anziani e soggetti fragili, con un quadro clinico già compromesso da altre patologie, sarebbero esposti a elevato rischio di ammalarsi.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il coordinatore del Cts Agostino Miozzo sono favorevoli all’obbligatorietà. Lo stesso vale per Matteo Bassetti. Locatelli aveva dichiarato: “Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia”. “Se gli operatori sanitari non faranno il vaccino, io sono per una forma di obbligo”, aveva aggiunto Walter Ricciardi. Alle loro parole fanno eco quelle di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Per lui, “tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perché, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono”.