Rsa, Cisl Lombardia: era ora che la Regione si ravvedesse

Red/Mda

Milano, 4 giu. (askanews) - Dalle prime indicazioni sulla nuova delibera che Regione Lombardia intende assumere per la messa in sicurezza delle Rsa emerge un nuovo cambio di strategia: pare si abbandoni l'idea di realizzare Rsa-Covid per gli anziani positivi, o con sintomi suggestivi di infezione da Coronavirus, e si prevede che gli ospiti delle Rsa che contraggono l'infezione siano tempestivamente ricoverati e curati in ospedale. Lo afferma la Cisl Lombardia in una nota.

"Era ora che Regione si ravvedesse - ha commentato Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia con delega alla Sanit -. Le Rsa non sono e non possono essere pi trasformate in reparti ospedalieri. N sarebbe pi immaginabile e ancora meno accettabile, in caso di una seconda ondata epidemica, che le Rsa diventino hospice o 'lazzaretti' per anziani". "Giusta sarebbe anche l'indicazione, se confermata, di procedere con gradualit e con criteri di priorit a nuovi ingressi in struttura sui posti letto disponibili - ha aggiunto - . Qui per si dovrebbe cominciare a preparare un rilancio e un nuovo futuro per le Rsa. Esse sono e dovranno restare un soggetto importante del sistema lombardo di welfare, ma in un quadro di sviluppo dell'offerta di servizi per le persone anziane che regga il passo dei cambiamenti in atto da punto di vista della longevit, della cronicit e della struttura familiare".

La Cisl Lombardia - prosegue la nota - ritiene che le Rsa dovranno essere sempre pi un presidio sul territorio, capace di interventi di prossimit per rispondere alle crescenti esigenze di sostegno domiciliare, rafforzando i servizi che queste strutture possono offrire attraverso modelli di assistenza innovativi come la residenzialit "aperta" e "leggera" e che non vanno nella sola direzione del ricovero in Rsa, oggi in almeno 10-20% dei casi inappropriato, ma puntino ad accompagnare la persona il pi a lungo possibile in condizioni di autonomia mantenendola nel proprio ambiente di vita con servizi alternativi, semiresidenziali o domiciliari.