Rt a 1,43, raddoppia l’incidenza. Abruzzo, Emilia, Toscana e Val d’Aosta in giallo

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(Photo: KONTROLAB via KONTROLAB/LightRocket via Getty )
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Salgono ancora l’indice di trasmissibilità Rt e l’incidenza dei casi Covid in Italia: l’incidenza riferita a ieri 6 gennaio è infatti pari a 1669 casi su 100mila abitanti e raddoppia rispetto al valore di 783 della scorsa settimana. L’Rt sale invece a 1,43 dal valore di 1,18 della settimana precedente. Emerge, secondo quanto si apprende, dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute all’esame delle cabina di regia.

Sono 10 le Regioni/Province autonome classificate a rischio alto, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione, mentre 11 risultano classificate a rischio moderato secondo il dm del 30 aprile 2020. Tra queste, sei sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. E’ quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità (Iss), con i dati del monitoraggio della cabina di regia sull’epidemia di Covid-19. Quasi tutte le Regioni/Province autonome riportano almeno una singola allerta di resilienza. Dieci Regioni/Province autonome riportano molteplici allerte di resilienza.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato le ordinanze per il passaggio da lunedì prossimo dalla zona bianca alla zona gialle delle regioni Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta. Con queste 4 regioni le regioni classificate gialle per le misure anti-Covid diventano così in tutto 15.

“La situazione epidemiologica in Italia peggiore sensibilmente” ha commentato Gianni Rezza del Ministero della Salute, sottolineando che Omicron si conferma “estremamente contagiosa” ed è indispensabile intervenire per rallentarne la corsa. Si osserva una “impennata”, spiega Silvio Brusaferro dell’Iss, “come in altri Paesi europei. La mappa ci mostra una fortissima circolazione in tutte le zone del Paese. C’è una forte crescita ovunque eccetto la provincia di Bolzano”.

“C’è una crescita dei casi Covid soprattutto nella fascia d’età 20-29 anni, seguita da quella 10-19 e 30-39, ma cominciano ad essere coinvolte anche le fasce d’età più avanzate e questo è un elemento su cui occorre particolare precauzione” spiega Brusaferro. “C’è stato invece un rallentamento della crescita della curva tra i 5 e 11 anni ma c’è comunque la necessità di ricoveri ospedalieri anche per la fascia sotto i 19 anni”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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