A Rubiera era conosciutissimo per il passato da calciatore e il perenne buonumore

·2 minuto per la lettura
Stefano Bonora
Stefano Bonora

Rubiera dice addio a Stefano Bonora, il papà di 54 anni morto per un male incurabile nel centro romagnolo dove viveva in via Dubcek con la moglie Daniela e i suoi due figli Elena e Matteo. Stefano si è arreso dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo ma che non ha oscurato il ricordo di un carattere splendido e di una propensione per la vita all’aria aperta. Stefano lavorava da molti anni come operaio allo stabilimento Caprari di Rubiera e per tutti era solo e soltanto “Bonno”, l’amante della montagna che andava per funghi e faceva lunghe escursioni.

Addio a Stefano Bonora, il papà cercatore di funghi

La sorella di Stefano, Carla, era morta per lo stesso male che ha minato in pochi mesi la salute di “Bonno”, che era stato costretto ad un ricovero presso il Core di Reggio Emilia. Stefano era stato un calciatore che aveva indossato la casacca della Rubierese, uno stopper arcigno, tifosissimo della Reggiana ed amante della raccolta dei funghi, di cui era un esperto.

Stefano Bonora, l’addio di un uomo e di un papà che non si è mai arreso

D’altronde la foto di Stefano che in queste ore diventata icona del dolore e del rimpianto per la sua scomparsa parla chiaro. La frase che è a corredo di quella foto è il segno di una tenacia che Stefano metteva in tutto: “Mai arrendersi”.

Stefano Bonora, l’addio al papà che amava la montagna

Così come parlano chiarissimo i numerosi post su Facebook che hanno voluto dare la cifra del dolore per la scomparsa di “Bonno”: “Non dimenticheremo mai la tua risata inconfondibile. Adesso, mi raccomando, fai ridere gli angeli e insegnagli ad andare a funghi”. La salma di Stefano Bonora è stata esposta nella Casa del Commiato di Rubiera, dove stamane, 8 settembre, si sono tenuti i funerali.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli