Ruby bis, pg: "Ragazze ad Arcore? Per il buonumore di Berlusconi"

Benedetta Dalla Rovere
Nicole Minetti in vacanza a Miami

Le ragazze, sempre giovanissime, che venivano accompagnate alle feste di Arcore servivano "per far stare tranquillo e mettere di buon umore Silvio Berlusconi ed Emilio Fede aveva il ben preciso scopo di farle prostituire per mantenere la sua posizione di direttore del Tg4 e l'autorevolezza e i guadagni che ne derivavano". Parole dure, quelle del sostituto pg di Milano Daniela Meliota, che al termine della sua lunga requisitoria ha chiesto di confermare le condanne a 4 anni e 10 mesi per Emilio Fede e a 3 anni per Nicole Minetti (nella foto, in vacanza a Miami) nel nuovo processo d'appello nato dall'inchiesta Ruby bis.

Sono le stesse pene inflitte nel precedente processo di secondo grado, poi annullato dalla Cassazione nel novembre del 2014. Per gli 'ermellini' nel primo verdetto c'era "un vuoto motivazionale", perché i giudici milanesi non avrebbero spiegato "in concreto" le condotte contestate agli imputati nonostante "la meticolosità con la quale si è soffermata sui concetti generali in tema di prostituzione, induzione e favoreggiamento". Tutto da rifare, dunque.

Dopo 7 anni di processi, il sostituto pg in aula ha ricostruito passo passo tutta la vicenda, e ha chiesto di respingere la questione di illegittimità costituzionale del reato di favoreggiamento della prostituzione, introdotto dalla legge Merlin, sollevata dalle difese sulla scia della Corte d'Appello di Bari, che ha deciso di sospendere il processo 'escort' a Giampaolo Tarantini, uno dei reclutatori delle ragazze per le serate romane del Cavaliere, in attesa della risposta della Consulta.

Per l'accusa Fede (a processo anche per tentata induzione della prostituzione) selezionando le ragazze e portandole alle "cene eleganti", voleva "guadagnarci" in termini economici e di "posizione", accreditandosi agli occhi del Cavaliere, perché portava "merce nuova" a villa San Martino. Fondamentale anche il ruolo di Nicole Minetti, che aveva il compito di fornire le "abitazioni" alle ragazze nel residence di via Olgettina o in altre zone di Milano.

Quello che emerge dalle parole dei legali di Fede, l'ex parlamentare Maurizio Paniz, e della Minetti, l'avvocato Paolo Righi, è totalmente un altro film. "Le ragazze che partecipavano alle cene di Arcore erano delle aspiranti mantenute non erano prostitute - ha spiegato in aula Righi - stavano già tutte lavorando nel mondo dello spettacolo, avevano interesse a conoscere il presidente del Consiglio, anche ad avere una relazione con lui se poteva avere un'utilità per loro, per fare carriera e la legge Merlin deve continuare a sanzionare giustamente la tratta delle schiave e non casi come questo".

La Minetti per il difensore non avrebbe commesso alcun reato, ma solo aiutato il Cavaliere. "Perché avrebbe dovuto favorire l'attività di prostituzione? Era già - ha aggiunto Righi - nelle grazie di Berlusconi, era una sua grande amica, gli ha fatto solo delle cortesie". Per il legale, infine, erano le ragazze "a voler partecipare a quel 'format' ad Arcore e lo facevano liberamente".

Anche il difensore di Fede, l'avvocato Paniz, ha chiesto di assolvere l'ex direttore del Tg4 e ha spiegato come le ragazze, che erano "gratificate dagli inviti del Presidente", percepissero circa 2.000 euro per ogni serata a Arcore come mero "gettone di presenza". In 7 anni di processi, dal 2010 ad oggi, "abbiamo avuto la prova provata solo del nulla e intanto il direttore ci ha perso anni della sua vita", ha aggiunto. Il prossimo 7 maggio parlerà l'altro difensore di Minetti, l'avvocato Pasquale Pantano, e con ogni probabilità ci sarà la sentenza.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità