Ruby ter, teste: sapevo di Cav e chiesi collaborazione a Mediaset

Fcz

Milano, 13 gen. (askanews) - Francesco Chiesa Soprani voleva fare l'autore per Mediaset e perciò si rivolse a un avvocato del Biscione per chiedere l'avvio di una collaborazione facendogli presente di essere perfettamente al corrente dei pagamenti versati da Silvio Berlusconi a favore delle ragazze che avevano partecipato alle serate di Arcore per comprare il loro silenzio. E' emerso dalla testimonianza resa oggi dall'agente televisivo nell'aula del processo Ruby ter a carico del leader di Forza Italia e di altre 28 persone accusate di essere state corrotte dall'ex premier per non rivelare in Tribunale la verità sulle serate del bunga bunga di Villa San Martino.

In un passaggio della sua deposizione, il testimone ha parlato del colloquio avuto con un legale di Mediaset: "Gli dissi che conoscevo le meteorine e le storie che coinvolgevano Berlusconi. Sapevo che queste ragazze erano quelle di cui si pagava il silenzio con 2500 euro al mese e dissi all'avvocato che mi sarebbe piaciuto collaborare con Mediaset, a livello autorale. Non mi interessava un compenso economico, ma un aiuto professionale perché potevo essere un valore aggiunto. Mi fu detto di contattare Emilio Fede. Poi fui congedato con una stretta di mano".

Su richiesta dell'avvocato Federico Cecconi, uno dei difensori di Berlusconi, prima di proseguire la sua testimonianza l'agente televisivo è stato costretto a nominare un avvocato difensore. I giudici hanno insomma deciso che Chiesa Soprani va sentito non più come testimone semplice, ma come testimone assistito da un avvocato (con la possibilità per lui di avvalersi della facoltà di non rispondere) proprio perchè le dichiarazioni rese questa mattina in aula, come sostenuto dalla difesa Berlusconi, "potrebbero essere usate contro di lui per eventuali responsabilità di natura penale". Il controesame di Chiesa Soprani è dunque proseguito con l'assistenza dell'avvocato Valentina Alberta.