Ruby, teste: lei voleva investire 2 mln in immobili a Dubai

Fcz

Milano, 13 gen. (askanews) - Nel 2013 Ruby, che sosteneva di aver già investito 7 milioni di euro, voleva investire altri 2 milioni di euro per un affare immobiliare a Dubai. E' emerso dal racconto di uno dei testimoni ascoltati oggi nell'aula del processo Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e di altre 28 persone che secondo i pm di Milano sarebbero state corrotte dall'ex premier per non rivelare in Tribunale la verità sulle serate del bunga bunga di Arcore.

Moussavi Tufan - questo il nome del teste - ha chiarito di aver conosciuto per caso la giovane marocchina in un locale di Genova quando ancora non era scoppiato lo scandalo del bunga bunga. "Dopo alcuni anni - ha detto, tra l'altro, nel corso della sua deposizione - mi contattò su Facebook chiedendomi aiuto perchè voleva impedire al suo fidanzato di allora, Luca Risso, di interferire nella gestione dei suoi soldi. So che riceveva somme in contanti pari a 20 mila euro ogni settimana. Da chi? Da Berlusconi".

Nel 2013 la giovane marocchina volò a Dubai per un affare immobiliare: "Voleva investire 2 milioni di euro. Lei mi precisò di aver già investito altri 7 milioni di euro altrove". L'affare, tuttavia, non andò in porto: "Il suo comportamento non era quello di una persona che faceva un investimento immobiliare. Era più interessata a divertirsi e a fare shopping. Ricordo che acquistò 3 paia di scarpe da 1000 euro ciascuna e una borsa molto costosa. Soggiornava in albergo e partì senza saldare il conto. Toccò a me pagare 6 mila euro per il suo soggiorno. Quando l'accompagnai in aeroporto mi chiese altri 1.500 euro per poter rientrare in Italia. Lei non aveva bancomat nè carta di credito, usava sempre e solo contanti. Ma anche in questo caso non saldò mai il suo debito".

L'uomo ha poi parlato di un episodio che creò in lui un certo "imbarazzo": "Una sera eravamo in un albergo di lusso ospiti di un principe. Lei si era appartata con il portaborse del principe in una stanza di questo hotel a 7 stelle". Soprattutto perchè nel frattempo il caso del bunga bunga ad Arcore era già scoppiato. "Alla fine ero molto contento che non fosse andata in porto una trattativa con una persona coinvolta in uno scandalo di prostituzione".