Ruffini: da Papa allerta incomunicabilità in era comunicazine

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Città del Vaticano, 24 gen. (askanews) - Con il messaggio sulle comunicazioni sociali pubblicato oggi, e dedicato alla narrazione, il Papa "parla ai comunicatori, certo; ai giornalisti, sicuramente; ma parla in generale a tutti. Perché tutti comunichiamo. Tutti siamo responsabili del mondo che la nostra narrazione ricama": lo sottolinea il prefetto del dicastero vaticano per la Comunicazione, Paolo Ruffini, in un articolo pubblicato in prima pagina sull'Osservatore Romano.

"Come in un vortice che rischia di farci perdere la bussola, la stella polare, la direzione; con il paradosso che l'era della comunicazione rischia di coincidere con quella della incomunicabilità; e il trionfo dei big data con la sconfitta della sapienza necessaria per leggere e raccontare il senso di ogni storia, e con esso il significato della Storia", scrive Ruffini.

"Narrare viene da gnarus, fare esperienza. Ma senza la capacità di ricondurre l'esperienza a unità, non c'è sapienza, e nemmeno conoscenza; tutto si riduce a una elencazione senza senso. A questo serve narrare", scrive Ruffini. "Solo il racconto (sempre, anche nella scienza, serve una ipotesi di ricerca, una chiave di lettura delle cose) è capace di rivelare ciò che non è immediatamente visibile agli occhi, ciò che è nascosto, ciò che richiede il tempo della conoscenza per essere svelato".(Segue)