Rugby, Bergamasco allenatore per un giorno in carcere a Bologna

Bologna, 22 ott. (askanews) - A prima vista sembra un normale campo da rugby di periferia, ma oltre le linee laterali l'erba finisce sotto muri di cemento, cancelli e reti altissime. Siamo nel carcere Dozza di Bologna, dove da sei anni gioca e si allena una squadra iscritta al campionato di C2, il Giallo Dozza, capace di piazzarsi al terzo posto nonostante sia fatta da detenuti, provenienti da oltre dieci Paesi, che mai avevano preso in mano la palla ovale prima.

"Vengo da Modena, mi chiamo Fabrizio, sono il pilone del Giallo Dozza, gioco da sei anni e ho 42 anni". "Mi chiamo Giuseppe, vengo da Napoli, ho 36 anni, faccio parte da un anno della squadra di rugby Giallo Dozza di Bologna e sono un estremo".

Un progetto rieducativo di successo, ideato e sostenuto non solo economicamente da Illumia, giovane operatore energetico bolognese, che dal 2013 ha coinvolto circa 200 detenuti ottenendo un tasso di recidiva molto basso, lo 0,5%. E per l'ultima amichevole di precampionato è stato coinvolto anche Mauro Bergamasco, icona del rugby azzurro con 106 caps in Nazionale e quattro scudetti vinti, diventato allenatore per un giorno dei Giallo Dozza.

"Il rugby ha dei criteri, dei crismi, dei principi che sono uguali dalla serie C2 ai bambini di quattro anni, ai super atleti che giocano la Coppa del mondo. A loro penso possano dare sicuramente il beneficio di un lavoro di squadra, il riconoscere quanto condividere un risultato positivo sia efficace e utile, piuttosto che provare a raggiungerlo da solo e alcune volte non riuscirci perché da soli si fa molta fatica".

La giornata è cominciata nella sala cinema del carcere, dove il

campione e la squadra hanno guardato insieme il primo tempo di

Nuova Zelanda-Irlanda, partita dei quarti di finale dei mondiali

di rugby. Poi tutti in campo per un breve allenamento, seguito dalla partita contro i Cinghiali del Setta, con Bergamasco schierato questa volta nei panni di arbitro.