Rugby: Innocenti, 'spero Governo aiuti anche sport all'aperto a combattere caro energia'

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Roma, 1 set. – (Adnkronos) – "Come è ben noto il problema del 'caro energia' sta divorando le risorse economiche di tutto il tessuto sociale nazionale. Anche il mondo sportivo si trova a dover fronteggiare costi imprevisti che si aggiungono alla difficile ripresa economica del comparto sportivo causato dalla pandemia che dimostra ancora di essere presente". Così il Presidente della Federugby Marzio Innocenti in una lettera aperta alla Sottosegretaria di Stato alla Presidenza dei Ministri, Valentina Vezzali, ed al Presidente di Sport&Salute Vito Cozzoli, nell’intento di sollecitare interventi economici a favore dei gestori di impianti sportivi all’aperto, profondamente colpiti dall’incremento delle spese legate alle forniture energetiche e già provati dal biennio pandemico.

"Sono da apprezzare -prosegue Innocenti- gli interventi relativi ai contributi a fondo perduto in favore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche per la gestione di impianti natatori (DPCM 28 gennaio 2022 e successivo DPCM 10 giugno 2022, rispettivamente di 30 e 47 milioni di euro) così come quelli in favore delle associazioni e società sportive che abbiano per oggetto sociale la gestione di impianti sportivi per complessivi 53 milioni (DPCM del 30 giugno 2022). Peccato che quest’ultima iniziativa è principalmente rivolta ad attività che prevedono lo svolgimento al chiuso (ovvero il cui locale ha una superficie lorda minima di 200 mq)".

"Il rugby, così come altri sport, gioca in campi all’aperto (non sono pertanto destinatari di alcuna misura economica) per i quali viene richiesta, oltre alla necessaria illuminazione, costi di energia elettrica per le utenze impiantistiche che in questi ultimi mesi hanno visto quadruplicare gli importi. Il forte grido di allarme che proviene da centinaia di associazioni sportive mi spinge a rivolgermi a Lei per un tempestivo intervento anche per quegli sport che si svolgono all’aperto e che hanno pari dignità rispetto alle altre discipline già destinatarie di oltre 130 milioni di contributi. Sono a rischio le attività degli atleti agonisti nonché delle migliaia di praticanti che frequentano le attività sportive. Certo che l’Autorità di Governo per lo sport voglia condividere la proposta e si attivi per trovare immediatamente una soluzione sistematica che possa azzerare, o comunque ridurre, il grande aumento del costo energetico", conclude il numero uno del rugby italiano.