Rugby: Tommaso Boni, ‘Kieran ci ha dato coesione e serenità nel giocare’

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Roma, 2 nov. (Adnkronos) – “Cosa ci ha trasmesso Kieran di diverso dai suoi predecessori? Ogni allenatore ha il suo credo e il modo di giocare, le sue convinzioni, discute con la squadra e alla fine varia la sua idea iniziale ma il credo rimane quello. Ogni coach porta qualcosa di diverso, una concezione diversa di gioco, qualcuno è più concentrato su una fase, ma la cosa fondamentale che ha portato Kieran è la coesione del gruppo e la serenità nel giocare e avere tutto chiaro in mente quello che devi fare”. Sono le parole di Tommaso Boni, centro della Nazionale italiana di rugby, all’Adnkronos sulla sfida con gli All Blacks in programma il 6 novembre all’Olimpico di Roma e sul ct azzurro Kieran Crowley. “Lui si aspetta che ogni componente della squadra faccia di tutto per rispettare il compito che gli è stato assegnato. Lui conta sul fatto che 15 persone facciano quello che devono, non chiede di risolvere da solo una partita, anche perché soprattutto con gli All Blacks non è possibile, ma ti chiede di risolverla come una squadra e di dare il massimo. Ha portato molta coesione di gruppo, mettendo sullo stesso livello, la volontà di vincere con la serenità di andare a giocarsi tutte le partite”.

L’estate vincente dello sport azzurro può essere uno stimolo in più anche per la nazionale di rugby. “Il fatto che tutti attorno a noi stiano facendo grandi risultati ci stimola molto a prendere da esempio e sorprendere. L’Italia alle Olimpiadi ha sorpreso con tante vittorie, il tennis che sta facendo benissimo e anche l’Italia del calcio che era in un momento complicato è risorta agli Europei. Noi prendiamo esempio da tutti, dobbiamo cambiare rotta e fare come loro, ma la cosa fondamentale anche per i giovani è la consistenza. A volte hanno quel guizzo in più ma non riescono a portarlo in campo per più di una o due volte o nei gesti tecnici”, ha spiegato Boni impegnato anche sui libri per preparare un esame per il corso di International Business Administration alla Link Campus University. Il centro azzurro tornando agli All Blacks ha poi sottolineato che “l’obbiettivo in campo è fare sempre il meglio possibile per la squadra e fare risultato. Sarà a crescere la prestazione, vedendo sia la squadra che andiamo ad affrontare sia la nostra confidenza nelle partite. Più minuti avremo come squadra e più meccanismi saranno automatici. Sono molto fiducioso che risolveremo e troveremo soluzioni partita per partita. Mi aspetto una Autumn Cup molto positiva per noi. Ci sono tutti i numeri per fare delle ottime partite”.

Per far salire il livello della nazionale italiana di rugby bisogna far salire il livello complessivo delle squadre italiane e del campionato. “E’ un discorso complesso, ci sono tante variabili. Se si mette un ottimo giocatore nel campionato italiano tutti si aspettano che risolva tutto da solo, ha quindi molta pressione e rischia di perdersi o magari viene in franchigia e ci sono giocatori più esperti e non gioca. È dura, è una lotta continua. Quello che accresce il livello è comunque è la competizione interna, è avere numeri e qualità e non è sempre facile”, ha concluso Boni.

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