Russell Crowe, il Gladiatore va al Colosseo: "Sono tornato in ufficio"

Russell Crowe (Twitter)
Russell Crowe (Twitter)

Massimo Decimo Meridio è a Roma, e Russell Crowe si concede un selfie a pochi passi dal Colosseo. Non è fantastoria, ma semplicemente un viaggio di piacere che l'attore neozelandese reso immortale da 'Il Gladiatore' si è concesso nella nostra Capitale.

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Russell Crowe, oggi 58enne, ha lavorato nella musica, in tv e al cinema vent'anni prima e vent'anni dopo il capolavoro del 2000 firmato da Ridley Scott. Ma inevitabilmente la sua partecipazione a 'Il Gladiatore', che gli valse anche il Premio Oscar al miglior attore nel 2001, rappresenta l'apice della carriera. Che, nonostante successivi lavori di qualità (alternati ad altri piuttosto mediocri), l'attore nato a Wellington mai più ha replicato.

Russell Crowe, il Gladiatore va al Colosseo: "Sono tornato in ufficio". REUTERS/Eric Gaillard
Russell Crowe, il Gladiatore va al Colosseo: "Sono tornato in ufficio". REUTERS/Eric Gaillard

E così Russell Crowe ha deciso di tornare in Italia e a Roma, portando un nutrito gruppetto di suoi cari. E facendo espressamente riferimento proprio a Massimo Decimo Meridio e ai tempi de 'Il Gladiatore', su Twitter ha comunicato al mondo il tutto con queste parole: "Ho portato i ragazzi a vedere il mio vecchio ufficio". Nella foto con lui ci sono sette persone, mentre colui che nel film del 2000 osò sfidare l'imperatore Commodo appare ora un placido signore con lunga barba bianca, polo, e uno stato di forma lontano dai giorni migliori.

Va peraltro detto che il Colosseo come "ufficio" di Russell Crowe non fu tale nemmeno ai tempi delle riprese. Quella che vediamo nelle immagini de 'Il Gladiatore', infatti, è una replica in scala 1:3 che fu costruita a Forte Ricasoli, a Malta. Molte altre immagini invece furono semplicemente frutto degli effetti speciali generati al computer. Massimo Decimo Meridio, comunque, in Italia ci transitò davvero: per le riprese della sua casa di famiglia e le scene ambientate nei Campi Elisi, infatti, la troupe di Ridley Scott scelse la Val d'Orcia, in Toscana. Precisamente le località di San Quirico e di Terrapille.

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Dal canto suo, Russell Crowe è tornato più volte in Italia e a Roma nel corso degli anni e dei decenni. L'ultima volta risaliva al 2018, quando in un'intervista sottolineò il piacere e lo stupore per l'amore che il nostro Paese ancora gli riserva. "Grazie a questo film ho instaurato un legame particolare con loro. Sono passati vent'anni, ma ancora mi fermano per strada". Merito anche del suo doppiatore italiano, quel Luca Ward che nel 2021 ha confessato: "Mi avranno chiesto miliardi di volte di ripetere 'Al mio segnale, scatenate l'inferno'. E addirittura quella frase ora è nel film originale. Lui poi, Russell Crowe, mi ha anche voluto conoscere. È un tipo tosto, ma anche una persona squisita".

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