I russi bombardano obiettivi civili presso Nikopol

Molti residenti di Nikopol e di altre città e villaggi lungo il fiume Dnepr in Ucraina hanno trascorso le notti in tende o in auto nei villaggi vicini, spaventati dai bombardamenti intensivi sulle loro città. Per quasi due mesi Nikopol, situata a circa 10 chilometri a valle della centrale nucleare di Zaporizhzhia, è stata attaccata.

I bombardamenti contro la città e la regione si sono intensificati nelle ultime settimane e gli attacchi che di solito erano notturni si verificano anche durante il giorno, ha detto Maiia Chernysh, 59 anni, professoressa di matematica e residente a Nikopol mentre montava una tenda insieme con il marito, in un paesino vicino.

Dice una residente a Nikopol: "Per ora (la casa) è intatta, ma ogni volta che usciamo siamo preoccupati. Stiamo pregando Dio, beh, io sto pregando Dio, così possiamo tornare a casa nostra intatti, perché alcune le persone sono state semplicemente lasciate senza casa. Inoltre, loro (i russi) stanno bombardando di notte, quando le persone dormono. Ultimamente hanno iniziato a bombardare durante il giorno".

Nelle ultime settimane, Ucraina e Russia si sono scambiate la colpa per i bombardamenti all'interno e nelle vicinanze dell'impianto, accusandosi a vicenda di tentativi di far deragliare la visita degli esperti dell'AIEA, la cui missione è volta a proteggere il sito.

Per lei le accuse mosse dalla Russia secondo cui l'Ucraina sta bombardando l'impianto non hanno alcun senso. Una donna afferma: "Non abbiamo paura della centrale di Zaporizhzhia ma delle persone che ci sono, i soldati russi, la stanno bombardando e accusano i nostri soldati (di averlo fatto), ma per noi (ucraini) non ha senso bombardare, perché l'Ucraina sa cos'è stata Chernobyl e a nessuno verrebbe nemmeno in mente di bombardare una centrale nucleare. Stiamo solo aspettando, speriamo che i soldati russi vengano cacciati da lì".