Russia al voto con Putin in isolamento e protesta in Piazza Rossa

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Milano, 16 set. (askanews) – “Ho dovuto cancellare la mia visita a Dushanbe all’ultimo momento. Mi dispiace molto, ma questo è dovuto al fatto che, come sapete, sono stati identificati casi di coronavirus nel mio entourage e non sono uno o due, ma diverse decine di persone. E ora dobbiamo osservare il regime di autoisolamento per diversi giorni”.

Il presidente russo Vladimir Putin annuncia di non poter partire e di dover osservare l’isolamento mentre da domani si comincia a votare per le legislative russe.

Il quadro è più complesso che mai in un Paese dove la nostalgia del passato cresce, la pandemia è tutt’altro che sconfitta e l unico oppositore credibile – almeno all estero – Aleksey Navalny risiede in carcere ormai da quasi un anno. Ma è comunque una battaglia senza esclusione di colpi.

In queste immagini una protesta proprio davanti alle mura del Cremlino, che ha visto l’immediato arresto anche del cameramen del media russo RusNews.

Le elezioni legislative nella Federazione Russa iniziano domani e si concludono 19 settembre 2021. Uno scivoloso terreno di prova per il partito Russia Unita in sella da sempre nell’ombra di Putin, perennemente con popolarità in calo (a differenza delle parabole di consenso del presidente) e questa volta alla resa dei conti dopo la botta nel 2018, quando i suoi deputati hanno adottato l’osteggiata riforma delle pensioni.

La Russia al voto differisce da altri Paesi anche in merito alla questione di più stretta attualità nel resto del mondo: la pandemia. Il coronavirus non è percepito come un disastro che genera paura e lo Stato non è considerato uno scudo protettore. L’atteggiamento dei russi (non del governo) si è dimostrato in questi mesi fatalista, irrazionale, indifferente al pericolo. Non è semplicemente un’avversione alle mascherine. I sociologi parlano di “dissidenza da covid”, “negazione del virus” e “negazionismo del vaccino”. E questo atteggiamento dei russi ha anche una dimensione politica: il Covid 19 non è vero argomento centrale di campagna elettorale. Assente, ben più dello stesso oppositore Navalny. Un’indifferenza al proprio destino che già spiega come andranno queste elezioni, meglio di qualsiasi sondaggio.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Claudia Berardicurti

Immagini Internet, Afp

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