Russia, con nuove leggi attività Memorial a rischio

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L'organizzazione Memorial per la difesa dei diritti civili e il recupero della memoria delle repressioni rischia di non poter più lavorare in Russia, di non poter più tenere corsi nelle scuole sulla tragica storia del Novecento in Unione sovietica e di far funzionare biblioteca e archivi, a causa delle nuove leggi introdotte di recente dal Cremlino, denuncia in una intervista all'Adnkronos Irina Scerbakova, storica, nel Consiglio di Memorial International e responsabile dei programmi educativi giovanili, dell'organizzazione di cui è stata fra i fondatori. "Stiamo discutendo come portare avanti i programmi educativi", precisa .

Fra i diversi provvedimenti varati in questi ultimi mesi in Russia, vi è una legge che estende agli individui, e non più solo alle organizzazioni, la possibilità di essere considerati come 'agente straniero', con pesanti sanzioni e pene fino a cinque anni di carcere per chi non si registra come tale. Un'altra recente legge punisce chi diffonde informazioni sugli 'agenti stranieri' e sul materiale che producono senza indicarne lo status.

Memorial, considerata 'agente straniero' dal 2016, è nata in piena Perestroika dalle discussioni di un gruppo di attivisti e dissidenti che, nel 1987, si era dato il nome di "Pamiatnik" (memoriale in russo, a cui in seguito fu sostituito il termine più riconoscibile anche all'estero di Memorial) e l'obiettivo di creare un memoriale per le vittime del terrore sovietico.

Fra gli animatori delle discussioni, lo storico Arseny Roginsky, che già nel 1975 aveva iniziato a raccogliere i nomi e le storie delle vittime dei gulag e che per questo, all'inizio degli anni Ottanta, fu condannato al carcere, e Andrei Sakharov che, nel giugno del 1988, intervenne all'imponente manifestazione organizzata a Mosca per ricordare le vittime delle repressioni politiche. Inizia allora a farsi strada la convinzione che la lotta per i diritti sia legata a quella per la verità storica.

Sapevo delle vittime, ma nel mio subconscio è rimasto a lungo il pensiero che la crudeltà fosse inevitabile in certe circostanze, e mi ero creato una pace illusoria ma mi ci vollero anni per capire che si trattava di una messa in scena, aveva ricordato il Premio Nobel per la pace di cui ricorre il 21 maggio il centenario dalla nascita, fautore, in quel periodo, dell'estensione del lavoro di recupero della storia oltre lo stalinismo, e che dell'associazione fu presidente onorario. Fra i diversi eventi organizzati da Memorial in occasione di questo centenario, anche la mostra "L'ultimo anno. Memorial e Sakharov".

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