Russia delinea piano perché investitori "ostili" vendano a metà prezzo

Un segnale all'ingresso del ministero delle Finanze russo a Mosca

MOSCA (Reuters) - Gli investitori stranieri provenienti da Paesi "ostili" che vendono partecipazioni in asset russi potrebbero essere costretti a farlo a metà prezzo o meno, con il bilancio russo che potrebbe prendere una parte del 10% di ogni transazione.

Lo ha comunicato il ministero delle Finanze russo.

Da quando Mosca ha inviato l'esercito in Ucraina a febbraio, molte aziende occidentali - dalle utilities alle catene alimentari e di abbigliamento - hanno lasciato la Russia.

Il verbale di una riunione della commissione governativa per il monitoraggio degli investimenti esteri ha elencato una serie di misure che potrebbero essere applicate a "persone straniere associate a Stati stranieri che commettono atti ostili contro entità giuridiche e individui russi" quando vendono asset.

Il termine "ostile" descrive i Paesi che hanno imposto sanzioni in risposta all'intervento militare di Mosca, compresi i membri dell'Unione europea, gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada, la Gran Bretagna e l'Australia.

Al momento non è chiaro come il governo deciderà di implementare le misure e se queste si applicheranno a tutte le operazioni.

Le transazioni potrebbero richiedere una valutazione indipendente del valore degli asset, con indicatori di performance chiave (KPI) stabiliti per i nuovi azionisti, si legge nei verbali della riunione del 22 dicembre pubblicati dal ministero delle Finanze.

Una condizione prevedeva: "la vendita degli asset con uno sconto di almeno il 50% del valore di mercato degli asset in questione indicato nella relazione di valutazione degli asset".

Secondo un'altra condizione, ai venditori potrebbe essere richiesto di impegnarsi a effettuare pagamenti aggiuntivi per uno o due anni o di versare al bilancio federale russo una somma anticipata pari al 10% dell'intera transazione.

Quest'estate è stato proposto un disegno di legge che avrebbe permesso alle autorità di sequestrare i beni occidentali, poi non approvato dal parlamento.

Tuttavia, un decreto firmato dal presidente Vladimir Putin il 5 agosto ha vietato agli investitori provenienti da Paesi ostili di vendere azioni degli investimenti più significativi e trasferibili - progetti chiave nell'energia e banche - ad eccezione di una deroga emessa dallo stesso Putin.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)