Russia, esplosione nucleare: aumenta il mistero, paese evacuato

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Continuano ad aumentare le domande sull’esplosione nucleare avvenuta in Russia lo scorso giovedì 8 Agosto 2019. La vicenda è accaduta in una base militare russa a Nyonoksa, a 500 km dal confine con la Finlandia, durante un test missilistico. Inizialmente le forze dell’ordine avevano rassicurato che non era stato registrato alcun aumento della radioattività ma con il passare dei giorni le versioni si sono costantemente contraddette. Stando a quanto riportato dal sito giornalettismo.com, Mosca si è vista costretta a negare quanto dichiarato in precedenza confermando che la radioattività nella vicina città di Severodvinsk era aumentata di 16 volte.

Il New York Times ha scritto che secondo un sito di news locale, TV29, ai circa 450 abitanti di Nenoksa, un paese situato a poca distanza dall’esplosione, sarebbe stato comunicato di lasciare la città fra le 5 e le 7 di mattina di venerdì 9 Agosto. A loro, il governo, avrebbe messo a disposizione dei treni speciali. La preoccupazione è cresciuta anche nelle città circostanti, con una corsa alle farmacie per l’acquisto di iodio. Lo iodio, infatti, permette di ridurre gli effetti negativi dati dall’esposizione alle radiazioni. Anche Greenpeace aveva denunciato un aumento delle radiazioni pari a 20 volte.

Russia, esplosione nucleare: i misteri

Al momento non si conosce la tipologia di razzo coinvolta nell’incidente. Per alcuni potrebbe essere quella presentata nel 2018 da Putin come “superarma”. Il capo del Cremlino aveva descritto queste armi speciali come in grado di penetrare qualsiasi difesa antimissili, rendendo “inefficaci e insensati” gli scudi americani presenti in Europa e Asia.

Mistero anche sul quando e dove sia avvenuto con precisione l’incidente, o quante persone siano rimaste coinvolte. Lunedì si sono tenuti a Mosca i funerali dei cinque scienziati morti nell’incidente. Ma il bilancio ufficiale è di 7 morti e degli altri due deceduti non si ha nessuna informazione.