Elezioni in Russia, maggioranza di Putin a rischio. Boom dei comunisti

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AGI - I risultati preliminari delle elezioni legislative in Russia vedono Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, in testa ma in deciso calo rispetto ai risultati del 2016, mentre il Partito Comunista ha quasi raddoppiato i voti rispetto alle scorse consultazioni.

Con il 12,25% dei voti scrutinati, Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, avanza e supera il 40% dei suffragi alle elezioni legislative. Lo riferisce la Commissione Elettorale Centrale. Il dato è però ancora lontano dal 50% necessario a ottenere la "supermaggioranza" di due terzi dei seggi della Duma che al momento Russia Unita controlla.

VIDEO - Russia, il partito pro-Cremlino al 45% negli exit poll

Dai dati provvisori e dagli exit poll, il Partito Comunista appare destinato a mantenersi sopra il 20%. I comunisti hanno saputo attrarre il voto di protesta grazie a un ricambio generazionale dei quadri e la campagna per il "voto intelligente" promossa dalla rete del dissidente Alexei Navalny aveva spesso suggerito di votare per il candidato comunista in quanto era quello che aveva più chance di battere il candidato di Russia Unita.

I nuovi dati parziali danno il Partito Comunista della Federazione Russa al 24,4%, i Liberal-Democratici (estrema destra) al 9,3% e Russia Giusta (sinistra) al 6,86%.

Nuovo Popolo, partito moderato di nuova formazione che ha attratto parte del voto di protesta, sale al 7,59% e appare quindi destinato a diventare il quinto partito rappresentato alla Duma, dove la soglia di sbarramento è al 5%. 

Affluenza ai minimi storici, 45%. Nel 2016 era stata del 47%, già allora il livello più basso di sempre. 

 

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