Russia, l'analista: "Putin va verso escalation da posizione di debolezza"

(Adnkronos) - Vladimir Putin "va chiaramente verso l'escalation da una posizione di debolezza". Nona Mikhelidze, responsabile di ricerca dell'Iai, parla con l'Adnkronos dopo il discorso del leader russo che, a sette mesi dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, annuncia la "mobilitazione parziale" e agita lo spettro nucleare, "sbagliando un'altra volta". Per spiegare il discorso di Putin, Mikhelidze parla della controffensiva delle forze ucraine che "richiedeva una risposta da parte del Cremlino", una "risposta politica" in assenza di una "sul fronte" e sottolinea come "la fase iniziale" dell'iniziativa ucraina sia stata "segnata dalla liberazione della regione di Kharkiv", una "operazione avvenuta nel giro di quattro giorni" con le forze ucraine che sono state in grado di "liberare più territori di quanti la Russia ne sia riuscita a occupare dal 2 aprile".

"La controffensiva e l'avanzata continua nelle regioni di Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson richiedeva una risposta del Cremlino - osserva - Una risposta non era arrivata, neanche sul campo di battaglia, dopo i primi attacchi alle infrastrutture civili, perché i russi in questi giorni non sono stati capaci di avanzare in nessuna direzione lungo il fronte di oltre 1.000 km". E "in tutte le direzioni gli ucraini hanno mantenuto un'iniziativa strategica". Mikhelidze sottolinea come "da mesi la Russia cerchi di simulare una sorta di offensiva a Bakhmut", nel Donetsk, e come "anche qui non riesca a sfondare le linee della difesa ucraina". E come all'"assenza di risposta sul fronte" sia coincisa però una "vendetta che si è riversata sui civili". Il riferimento è a quando dopo l'avanzata ucraina su Kharkiv i russi hanno colpito infrastrutture civili. Tante persone lasciate per giorni senza luce né acqua. E, osserva, "dopo la controffensiva la propaganda russa era andata completamente in tilt", mentre Putin "ha sbagliato un'altra volta se contava con l'escalation e la minaccia diretta del nucleare di provocare qualche titubanza tra i leader occidentali". L'effetto, dice l'analista, è una "maggiore coesione e convinzione che bisogna dare più armi all'Ucraina".

"La chiamano 'parziale', ma è una mobilitazione generale" e "c'è molta ansia nella società russa", dice Mikhelidze ragionando con l'Adnkronos dopo il discorso di Putin e le parole del suo ministro della Difesa, Sergei Shoigu. Le "perdite" russe "ammontano a 5.937 persone", ha detto Shoigu, elogiando il lavoro dei medici grazie ai quali "più del 90% dei feriti sono tornati ai loro incarichi" e annunciando la volontà di Mosca di richiamare "300.000 riservisti" su "quasi 25 milioni di persone".

"Se è vero che sono solo 6.000 morti qual è il bisogno di fare la mobilitazione? All'inizio del conflitto avevano messo a disposizione un esercito di 220.000 unità", sottolinea Mikhelidze, che si interroga sulla necessità di una "mobilitazione" se effettivamente i dati forniti da Shoigu coincidessero con la realtà. "I conti sicuramente non tornano - afferma - E questo ci dice che le perdite son pesanti". E "la chiamano 'parziale', ma è generale", afferma l'esperta che sottolinea di aver studiato il decreto e parla di "punti talmente fumosi che si possono interpretare a piacimento e lasciano ampio spazio alle autorità peri mandare in guerra quasi tutti". E, osserva, "25 milioni di persone significa tutti coloro che nella vita hanno fatto il servizio militare".

"C'è molta ansia nella società russa", rileva, parlando di come siano schizzate le ricerche sul web di chi cerca modi per "lasciare l'esercito russo o il Paese". Intanto sono ormai esauriti i biglietti aerei per lasciare la Russia. Secondo il Moscow Times, che cita dati di aviasales.ru, sono stati tutti venduti i posti sui voli in programma oggi da Mosca per le capitali di Georgia, Turchia e Armenia. E a mezzogiorno sul sito non era più possibile comprare biglietti per i voli da Mosca per Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan. "Questa mobilitazione mette i russi in una condizione in cui non possono più guardare la guerra dal divano di casa - conclude - Ognuno può essere chiamato a combattere".

"Con questo discorso Putin uccide il negoziato" e i referendum per l'adesione alla Russia che i filo-russi hanno annunciato a partire da venerdì a Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia "servono per portare avanti il ricatto nucleare", dice ancora all'Adnkronos Mikhelidze, dopo l'intervento del presidente russo, un leader che sente il bisogno di sottolineare che non sta 'bluffando' e che si "contraddice nei concetti".

"Una volta accolta questa finta richiesta dalle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk e da Kherson e Zaporizhzhia in cui non ci sono neanche repubbliche autoproclamate, una volta conclusi questi finti referendum, quello che accadrà sarà l'incorporazione e si ripeterà lo scenario della Crimea", annessa nel 2014 dalla Russia.

Così Putin "uccide il negoziato" perché "una volta incorporati" questi territori non verranno poi messi sul tavolo di un'eventuale difficile trattativa e "i referendum servono per portare avanti il ricatto nucleare". Mikhelidze lo dice chiaramente, lei nel negoziato "non ha mai creduto", ma ora "non c'è più spazio per un compromesso" e "adesso è ancor più chiaro che le sorti guerra saranno decise sul campo di battaglia".

"Trovandosi in difficoltà dal punto di vista militare - dice l'esperta - la scommessa di Putin era cominciare con il ricatto del gas". Ovvero "influenzare l'opinione pubblica nei Paesi europei affinché il caro bollette spingesse la gente a far pressioni sui governi". Ora "a questo ricatto del gas, aggiunge il ricatto nucleare" e, osserva, "tutto quello che vederemo da oggi sarà un terrore psicologico sull'uso del nucleare". In questo 'schema' l'"incorporazione dei territori" ucraini dopo i referendum serve al leader del Cremlino perché un'eventuale controffensiva ucraina "sarà percepita come un attacco sul territorio russo".

E' qui che Putin agita lo spettro nucleare. "Se l'integrità territoriale del nostro Paese sarà minacciata - ha detto Putin - useremo certamente tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere la Russia e il nostro popolo. Non è un bluff". "Ha voluto sottolineare che non è un bluff" e - osserva l'analista - questo dice molto della "situazione precaria" in cui si trova il presidente russo, dal momento che lascia intendere che "lui stesso ha la sensazione che le sue minacce non siano più percepite come reali". Non solo, ma il leader del Cremino, conclude Mikhelidze, "si contraddice" nel suo discorso: perché, ricorda, i russi hanno già denunciato bombardamenti ucraini contro le regioni russe di Belgorod e Kursk ed è stata colpita anche la Crimea.