Russia, in migliaia manifestano per Navalny malgrado i divieti

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 22 apr. (askanews) - Migliaia di persone hanno manifestato in diverse città della Russia per protestare contro la detenzione del leader dell'opposizione Alexei Navalny, malgrado i pesanti avvertimenti emanati alla vigilia dal regime del presidente Vladimir Putin. Secondo quanto riporta la Bbc, le proteste maggiori si sono tenute a Mosca, ma manifestazioni si sono svolte anche in altre città fra cui San Pietroburgo, Vladivostok e diverse città in Siberia, oltre alla città di Vladimir in cui Navalny è detenuto.

Le manifestazioni non hanno avuto il carattere moltitudinario che l'opposizione aveva sperato: secondo la polizia si è trattato di 14.000 persone di cui 6.000 a Mosca. In generale le stime degli osservatori indipendenti dalle autorità pubbliche sono comunque assai maggiori di quelle delle forze dell'ordine: secondo l'osservatorio Ovd-Info, oltre 1000 persone sarebbero state arrestate. Il capo dello staff di Navalny, Leonid Volkov, in una diretta su Telegram ha parlato di almeno 60.000 manifestanti nella sola a Mosca.

Alla vigilia delle nuove manifestazioni, che si sono svolte nello stesso giorno del discorso annuale del presidente Vladimir Putin davanti a entrambe le Camere del parlamento russo, la polizia ha arrestato diversi alleati di Navalny fra cui la portavoce di Navalny, Kira Iarmych e l'avvocatessa Lyubov Sobol. Secondo l'osservatorio Ovd-Info, negli ultimi due giorni sono avvenute perquisizioni in almeno 20 città russe.

Alexei Navalny, 44 anni, è il più importante oppositore del presidente Vladimir Putin: lo scorso anno ha subito un avvelenamento di cui i suoi sostenitori hanno attribuito la responsabilità al Cremlino e per il quale ha ricevuto cure in Germania. Al suo rientro in Russia a febbraio è stato immediatamente chiuso in carcere ed è in sciopero della fame da settimane. Le sue condizioni sono giudicate gravi a causa di forti dolori alla schiena e insensibiità alle gambe ed è stato trasferito in un'unità medica della colonia penale in cui è detenuto.