Russia: moda sostenibile con gli scarti della pelle di pesce

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È l'opposto della moda usa e getta: a Novosibirsk il rifiuto a chilometro zero diventa capo d'abbigliamento o accessorio di tendenza.

La materia prima è la pelle di pesce, reperita dagli scarti dell'industria: dopo la lavorazione, dipinte in una varietà di colori, le pelli sono trasformate in borse, portafogli, cinture, vestiti e persino scarpe.
Un prodotto unico, che contribuisce a ridurre i rifiuti.

Abiti e accessori con la pelle di pesce lavorata

L'imprenditore che ha avviato il business è Alexander Vasenyov, fondatore della società Rybiy Mekh:

"La pelle di pesce, la sua struttura a squame, è come un'impronta digitale umana, ciascuna è specifica - spiega Vasenyov - Così, da un lato, liberiamo il pianeta dai rifiuti, dalla sporcizia e, dall'altro, rendiamo unico ciascun capo per i nostri clienti".

Il business si è evoluto: l'azienda ha creato la sua tecnologia, che ha individuato 144 processi di produzione per le pelli.
Le squame vengono rimosse senza lavoro manuale. In una soluzione speciale, si staccano da sole senza danneggiare la struttura unica delle cellule.

"Le squame si staccano, ma le sostanze chimiche sono così delicate, che si possono togliere le pelli dalla soluzione con le mani senza guanti", aggiunge l'imprenditore russo.

Rifiuti riciclati, moda sostenibile

Le agenzie per la protezione dell'ambiente limitano la quantità di rifiuti di pesce scaricati nell'oceano. Un eccesso di residui ridurrebbe l'ossigeno in mare e - secondo i ricercatori - porterebbe a un disequilibrio dell'ecosistema.
La trovata dell'imprenditore russo apre la strada alla nuova moda ittica e sostenibile.

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