Russia, porta aperta a dialogo dopo no Usa a richieste su sicurezza

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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov a Mosca

MOSCA (Reuters) - Per la Russia è chiaro che gli Stati Uniti non siano disposti a risolvere i dubbi del paese sulla sicurezza, pur mantenendo aperta la porta per dialogare ulteriormente nell'ambito delle tensioni sull'Ucraina.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che Mosca - che ha inviato decine di migliaia di truppe al confine con l'Ucraina - non giungerà a conclusioni affrettate dopo che Washington ha risposto formalmente alle proposte della Russia su una revisione degli accordi di sicurezza in Europa, stabiliti dopo la Guerra Fredda.

Peskov, paragonando le attuali tensioni nel continente al contesto della Guerra Fredda, ha detto che Mosca avrà bisogno di tempo per valutare la risposta data ieri da Washington. Tuttavia, ha aggiunto che le dichiarazioni degli Stati Uniti e della Nato, che hanno definito inaccettabili le principali richieste della Russia, ispirano poco ottimismo.

"In base a ciò che i nostri colleghi hanno detto ieri, è assolutamente chiaro che sulle principali categorie delineate in queste bozze ... non possiamo dire che le nostre osservazioni siano state prese in considerazione, o che ci sia la disponibilità per prendere in considerazione i nostri timori", ha detto Peskov.

"Tuttavia, non giungeremo a conclusioni affrettate", ha aggiunto.

La reazione equilibrata del Cremlino indica che la Russia non ha rifiutato completamente le risposte degli Stati Uniti e della Nato, lasciando la porta aperta per la diplomazia.

I bond russi e ucraini denominati in dollari, fortemente penalizzati nelle ultime settimane a causa della crisi, hanno guadagnato terreno in seguito alle dichiarazioni di Peskov. L'indice russo RTS, denominato in dollari, avanza del 4%.

La Russia nega di aver pianificato l'invasione dell'Ucraina, pur affermando di voler rafforzare le "linee rosse" per proteggere la sicurezza nazionale.

A dicembre, Mosca ha presentato richieste per frenare un'ulteriore espansione della Nato, proibire l'ingresso dell'Ucraina nella coalizione e ritirare truppe e armi da paesi dell'Europa occidentale che si sono uniti all'alleanza dopo la fine della Guerra Fredda.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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