Russia, Prigozhin ammette interferenza in elezioni americane

Un'insegna "vote here" (vota qui) è visibile all'esterno di un seggio elettorale nel giorno delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 ad Arlington, Virginia

LONDRA (Reuters) - L'imprenditore russo Yevgeny Prigozhin ha dichiarato di aver interferito nelle elezioni statunitensi e che continuerà a farlo in futuro, la prima ammissione del genere da parte di un personaggio accusato da Washington di aver tentato di influenzare la politica statunitense.

Nei commenti pubblicati dal servizio stampa della sua società di catering Concord sull'equivalente russo di Facebook, VKontakte, Prigozhin ha detto: "Abbiamo interferito (nelle elezioni statunitensi), stiamo interferendo e continueremo a interferire. In modo attento, accurato, chirurgico e a modo nostro, come sappiamo fare".

Il commento del fedele alleato del presidente russo Vladimir Putin è stato pubblicato alla vigilia delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, in risposta a una richiesta di commento da parte di un sito di notizie russo.

"Durante le nostre operazioni mirate, rimuoveremo allo stesso tempo sia i reni che il fegato", ha detto Prigozhin, senza approfondire il commento criptico.

Prigozhin, che viene spesso definito "lo chef di Putin" perché la sua società di catering gestisce i contratti con il Cremlino, è stato formalmente accusato di sponsorizzare le "fabbriche di troll" con sede in Russia che cercano di influenzare la politica statunitense.

A luglio, il Dipartimento di Stato degli stati Uniti ha offerto una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni su Prigozhin in relazione al "coinvolgimento nelle interferenze elettorali degli Stati Uniti". L'imprenditore russo è stato colpito dalle sanzioni statunitensi, britanniche e dell'Unione europea.

Prigozhin, che ha scontato nove anni di prigione in epoca sovietica per rapina e altri crimini prima di entrare nel mondo degli affari negli anni '90, ha mantenuto a lungo un basso profilo pubblico. Ma quest'anno è diventato più esplicito, anche criticando le prestazioni dei generali russi in Ucraina.

A ottobre, dopo la riuscita controffensiva dell'Ucraina nella regione di Kharkiv, Prigozhin ha rilasciato una dichiarazione chiedendo che i comandanti militari russi fossero privati delle proprie medaglie e "mandati al fronte con armi d'assalto e a piedi nudi".

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Stefano Bernabei)