Russia: proteste per incendi Siberia, in fiamme regione dimensioni Belgio

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Continuano, anche se con una velocità di propagazione molto ridotta, gli incendi in Siberia che proseguiranno nei prossimi giorni in altre regioni del paese. A Krasnoyarsk ieri sera si è svolta una manifestazione di protesta, per chiedere le dimissioni del governatore della regione, l'esponente di Russia unita Aleksandr Uss, che all'inizio della crisi, il mese scorso, aveva detto che combattere gli incendi "non è redditizio". 

Il presidente Putin ha ordinato la mobilitazione anche dell'esercito per affiancare i pompieri e le forze del ministero delle emergenze e si riserva di accettare l'aiuto offerto da Donald Trump "se si renderà necessario". Le fiamme hanno colpito una porzione di territorio di 30mila chilometri quadrati, l'equivalente delle dimensioni del Belgio, in cui si trovano 600 località abitate.  

Le regioni maggiormente colpite sono la Yakutia orientale e Krasnoyarsk, ognuna delle quali ha visto andare in fiamme in questi giorni 10mila chilometri quadrati di foreste. Il fumo arriva fino alla Mongolia. E' stata diffusa un'allerta per incendi moderati e gravi per questo fine settimana che investe 67 regioni del paese, l'80 per cento delle regioni della Federazione, come rende noto l'agenzia forestale.  

Il ministero delle emergenze rivendica la diminuzione della velocità delle fiamme di un quinto ma ammette che 388 focolai sono ancora attivi in Siberia, e con lo sforzo dispiegato nei giorni scorsi ne sono stati spensi 19. Greenpeace Russia denuncia la "catastrofe ecologica" e il ministero delle emergenze ammette che la diffusione eccezionale delle fiamme è dovuta, non solo alle elevate temperature e alla siccità, ma anche a insufficienti mezzi per estinguerle.