Russia, Putin giura come presidente: Vivremo in un Paese democratico

Mosca (Russia), 7 mag. (LaPresse/AP) - Vladimir Putin ha prestato giuramento come presidente della Russia, dando così il via al suo terzo mandato che durerà sei anni. "Vogliamo vivere e vivremo in un Paese democratico che offrirà opportunità e libertà per la vita e il lavoro di tutti", ha detto l'ex premier dopo aver pronunciato la formula di rito, nella breve cerimonia al Cremlino a cui hanno partecipato 3mila ospiti. Putin ha assicurato di considerare "il servizio alla patria e alla nazione come il significato della sua vita". "Vivremo in una Russia di successo - ha detto ancora - rispettata nel mondo come un partner affidabile, aperto, onesto e prevedibile".

Negli anni al potere Putin ha ripristinato il senso di orgoglio nazionale dei russi dopo un periodo di umiliazioni e instabilità seguiti al crollo dell'Unione Sovietica. Al tempo stesso ha però progressivamente ridotto alcune libertà democratiche introdotte nel corso degli anni '90, imponendo un sistema politico che non sopporta dissenso. Dopo il giuramento, il presidente uscente Dmitry Medvedev ha commentato: "Ho lavorato così come promisi nel mio giuramento: apertamente e onestamente, nell'interesse del popolo, facendo tutto quello che potevo per garantire che fosse libero e che potesse guardare il futuro con fiducia". Domani è attesa la nomina di Medvedev al primo ministro.

Nonostante le straordinarie misure di sicurezza nel centro di Mosca in occasione del giuramento, almeno mille attivisti dell'opposizione hanno cercato di protestare lungo la strada percorsa dal convoglio di Putin. Agenti in tenuta antisommossa hanno disperso la folla e circa 120 manifestanti sono stati arrestati. Tra loro c'è anche il leader dell'opposizione Boris Nemtsov. Molti manifestanti portavano nastri bianchi, simbolo del movimento anti-Putin. Ieri circa 20mila persone hanno manifestato nella capitale russa contro la rielezione alla presidenza del premier uscente. La protesta si è svolta inizialmente in una maniera pacifica, ma quando un gruppo si è diretto verso un ponte sul fiume Moscova per attraversarlo e tentare di raggiungere il Cremlino la polizia in tenuta antisommossa ha reagito. I dimostranti sono stati trascinati nei veicoli della polizia, afferrati per i capelli o per il collo.

Fra le oltre 400 persone arrestate ci sono anche tre leader dell'opposizione, Sergei Udaltsov, Alexei Navalny e Boris Nemtsov. Due di loro sono stati portati via mentre parlavano dal palco. L'agenzia investigativa russa ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di formulare accuse penali di incitamento al disordine nei confronti di alcuni. Durante i tafferugli sono rimasti feriti alcuni dimostranti e 12 poliziotti. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha difeso l'azione della polizia. "Avrei voluto che fossero stati più duri", ha affermato parlando alla rete Dozhd.

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