Russia sterza per evitare default: cosa succede ora?

Un bandiera russa davanti alla Torre Spasskaya del Cremlino a Mosca

di Rodrigo Campos e Davide Barbuscia

NEW YORK (Reuters) - La Russia potrebbe aver evitato il default annunciando di aver effettuato diversi pagamenti in dollari su alcune obbligazioni estere, spostando l'attenzione del mercato sui prossimi debiti in scadenza che riproporranno la questione.

I 40 miliardi di dollari di obbligazioni internazionali della Russia e la possibilità di un default sono diventati il focus dei mercati finanziari globali da quando Mosca è stata colpita da sanzioni da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati dopo l'invasione dell'Ucraina a fine febbraio.

Definita "operazione militare speciale" dalla Russia, l'invasione ha trasformato Mosca in un paria anche nei mercati finanziari, complicando la sua capacità di ripagare i debiti.

La possibilità di un default è aumentata drammaticamente all'inizio di aprile, quando gli Stati Uniti hanno impedito al governo russo di usare le riserve congelate per pagare circa 650 milioni di dollari ai suoi obbligazionisti.

Con la fine di un periodo di grazia su pagamenti incombenti, il ministero delle Finanze russo ha detto venerdì di aver pagato, in dollari, 564,8 milioni per cedole e obblighi di rimborso su un'obbligazione in scadenza nel 2022 e 84,4 milioni di dollari per la cedola di un altro bond con scadenza 2042.

L'annuncio ha sorpreso i mercati che si stavano preparando per un default - il piu' grande in Russia da oltre un secolo - al termine, mercolei' scorso, del periodo di grazia.

COSA È SUCCESSO IL 29 APRILE?

Il ministero delle Finanze russo ha annunciato di aver pagato quasi 650 milioni di dollari che doveva ai titolari di due delle sue obbligazioni in valuta Usa. Due creditori hanno detto a Reuters di non aver ancora visto il denaro nei loro conti, ma un alto funzionario del governo statunitense ha confermato che i pagamenti sono stati effettuati e che la fonte sembra essere al di fuori dei limiti delle attuali sanzioni.

Il Credit Derivatives Determinations Committee, che rappresenta le principali banche globali e i gestori patrimoniali, si è riunito venerdì e ha riconosciuto i rapporti sui pagamenti della Russia, ma ha comunque fatto piani per un'asta di credit default swap la prossima settimana "unicamente al fine di prepararsi alla possibilità di un 'Failure to Pay Credit Event'".

QUALE È STATA LA REAZIONE DEL MERCATO?

I prezzi delle obbligazioni russe sono balzati in alto secondo i trader, in alcuni casi di 15 centesimi, quasi raddoppiando il loro prezzo. Anche le obbligazioni delle maggiori compagnie ancora non sanzionate come Gazprom, Lukoil e la società di telecomunicazioni VimpelCom sono state quotate 2-5 centesimi in più.

I credit default swap (CDS) a cinque anni legati al debito sovrano della Russia sono scesi al 64,3% dal 76,4% di giovedì, secondo S&P Global Market Intelligence.

CHE SUCCEDE ORA?

Se i pagamenti annunciati venerdì saranno finalizzati, l'attenzione si sposterà su due eventi alla fine di maggio:

1) Le transazioni tra statunitensi e ministero delle Finanze russo, banca centrale o fondo patrimoniale nazionale sono consentite solo sotto una licenza temporanea rilasciata dall'Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Stati Uniti che scadrà il 25 maggio. Il Tesoro degli Stati Uniti non ha fatto sapere se questa scadenza sarà estesa.

2) La Russia deve pagare il 27 maggio le cedole su un'obbligazione in dollari emessa nel 2016 e un'obbligazione in euro emessa nel 2021.

Il pagamento del bond in euro potrebbe essere fatto in rubli come ultima risorsa, ma il bond in dollari non ha questa possibilita'.

Le obbligazioni relative al pagamento del 4 aprile non includevano pagamenti in rubli come opzione, il che è stato fondamentale nel determinare che si era verificato un "potenziale fallimento del pagamento" quando la Russia ha cercato di pagare in rubli.

QUANTO DEVE PAGARE LA RUSSIA? HA LA LIQUIDITA'?

Se i pagamenti della scorsa settimana andranno a buon fine, gli obblighi di pagamento delle obbligazioni internazionali della Russia fino alla fine dell'anno sono pari a circa 2 miliardi di dollari.

Prima della crisi ucraina circa 20 miliardi di dollari, o la metà delle emissioni in valuta estera, erano detenute da fondi di investimento e gestori al di fuori della Russia.

La minaccia di un default russo è peculiare in quanto ci si aspetta che Mosca abbia i fondi per pagare. Il fatto che alcune delle sue fonti siano congelate o sotto sanzioni si riduce alla volontà di Mosca di pagare da altre fonti di denaro, piuttosto che dalla sua capacità di farlo.

Solo la metà degli oltre 600 miliardi di dollari di riserve estere della Russia è stata congelata a causa delle sanzioni.

Anche se l'Europa si è impegnata a diversificare i suoi acquisti di energia, la Russia ha ottenuto quest'anno, in media, quasi 1 miliardo di dollari al giorno di entrate dalle vendite di petrolio, carbone e gas.

(versione italiana Valentina Consiglio, editing Stefano Bernabei)

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