Russia, Usa e Germania regine dei no-vax

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AGI - Nell'ultimo mese, il tasso di scetticismo rispetto ai vaccini anti-Covid nel mondo è sceso solo di una media dell'1% e, nonostante le restrizioni introdotte per i no vax da diversi governi in Europa, rimane di fatto stabile.

Come rivela l'ultima ricerca della società Morning Consult - che ha condotto interviste in 15 Paesi del mondo tra cui anche l'Italia, tra il 2 e l'8 novembre scorso - il Paese più restio al vaccino è la Russia: qui si e' detto vaccinato il 40% degli intervistati, con i no vax radicali, che rappresentano il 23%.

Al secondo posto della classifica dei Paesi no vax ci sono gli Usa: a differenza della Russia la penetrazione vaccinale è alta (67%), ma il 18% degli intervistati sostiene che non si farà vaccinare e il 9% si dice scettico. Subito dopo, arriva l'Europa con la Germania: qui il 79% è vaccinato e l'11% sostiene che non si fara' mai vaccinare e il 6% si dice indeciso. Tra il 6 e il 9% di no vax 'radicali' sono registrati nei Paesi successivi: Canada, Francia, Regno Unito, Italia (settima in classifica), Australia, Giappone e Corea del Sud.

Per valutare i tassi di vaccinazione ma anche l'interesse nei confronti dei sieri anti-Covid, Morning Consult ha chiesto agli adulti di ciascun Paese "Hai ottenuto il vaccino o no?". Gli intervistati potevano rispondere "Si'", "No, ma lo ricevero' in futuro", "No, e non sono sicuro se lo ricevero' in futuro" o "No, e non ho intenzione di ottenerlo".

Questo tipo di risposte permette di individuare gli scettici e gli incerti, di cui la società di ricerca ha anche analizzato le motivazioni. I 15 Paesi presi a campione sono Russia, Usa, Germania, Canada, Francia, Regno Unito, Australia, Italia, Sud Corea, Giappone, Spagna, Brasile, Messico, India e Cina.

Concentrandosi sugli adulti che si dicono indecisi sulla possibilità di vaccinarsi, le preoccupazioni degli effetti collaterali e la rapidita' con cui i sieri hanno passato i trial clinici sono tra le motivazioni principali citate dai no vax nella maggioranza dei Paesi: in Italia, i due fattori sono stati citati rispettivamente dal 50% e dal 25% dei contrari ai vaccini.

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