Russiagate, attesa per Rapporto Horowitz. "Sarà devastante"

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di Marco Liconti 

Presto potrebbe essere fatta un po' di chiarezza sul Russiagate - e la sua diramazione italiana divenuta Spygate - con la pubblicazione del rapporto dell'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Usa, Michael Horowitz, sui presunti abusi dell'Fbi ai danni della campagna elettorale di Donald Trump. Il rapporto Horowitz, riporta da alcuni giorni la stampa Usa, potrebbe essere diffuso prima del 28 novembre, il Giorno del Ringraziamento negli Usa. A seguire, potrebbe essere reso pubblico anche il rapporto sull'indagine penale condotta dal procuratore John Durham, che insieme all'attorney general William Barr è stato anche in Italia ad agosto e a settembre. 

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Il 24 ottobre, Horowitz ha informato il Congresso sulle sue attività, riferendo che il processo di verifica e vaglio degli eventuali omissis da apporre al rapporto era in "via di completamento". I repubblicani sono convinti che l'indagine interna condotta da Horowitz rivelerà che durante la campagna presidenziale 2016 alti funzionari del Dipartimento di Giustizia e dell'Fbi abbiano fornito prove false alla Corte Fisa (il tribunale speciale che autorizza le operazioni di sorveglianza elettronica) per monitorare le comunicazioni di Carter Page, consulente della campagna Trump.  

Le prove 'fasulle' sarebbero state quelle contenute nel dossier contro Trump preparato dall'ex agente segreto britannico Christopher Steele. Un documento che conteneva informazioni solo in parte verificate e che lo stesso procuratore speciale Robert Mueller, nel suo rapporto finale sul Russiagate, ritenne poco attendibile nelle sue accuse più clamorose.  

Negli ambienti repubblicani, comunque, si comincia già a parlare di effetti "devastanti" del rapporto Horowitz, che farà da preludio a quello Barr-Durham. Come ha affermato l'ex deputato e oggi opinionista di Fox, Jason Chaffetz, Horowitz potrebbe mettere sul banco degli accusati personalità del calibro dell'ex direttore della Cia John Brennan, dell'ex direttore della National Intelligence James Clapper, dell'ex direttore dell'Fbi James Comey e dell'ex vice direttore del Bureau Andrew McCabe.  

Nella sua informativa al Congresso del 24 ottobre, Horowitz ha assicurato che il rapporto verrà pubblicato con "pochi omissis". Sempre Chaffetz ha fornito un'indicazione sulla tempistica dell'indagine di Durham, che come è noto si concentra sulla genesi dell'indagine sulle presunte infiltrazioni russe nella campagna di Trump.  

Il ritardo nell'uscita del rapporto Durham, ha detto l'ex deputato repubblicano, non è legata a quella del documento di Horowitz, ma al fatto che "Durham sta effettivamente procedendo con la messa in stato di accusa" di alcune persone coinvolte nella sua indagine.