Russiagate, Conte attacca Salvini: la replica del leghista

Russiagate, Conte riferisce al Copasir. L'attacco a Salvini

Il premier Giuseppe Conte ha riferito ieri al Copasir in merito al caso Russiagate e in particolare sugli incontri che il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, ha avuto con i nostri servizi segreti in agosto e settembre. Conte ha poi sferrato un attacco a Matteo Salvini, ma ha lasciato un interrogativo senza risposta.

La versione di Conte

"Non ho mai interloquito con Barr, né per telefono né per iscritto", ha assicurato Conte, come riporta Ansa. Con gli interlocutori americani "confermo che ci sono stati due incontri. E' stato chiarito che, alla luce delle verifiche fatte, la nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli Usa su questa estraneità".

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I servizi segreti americani, infatti, avevano richiesto alcuni incontri con l'intelligence italiana per garantire l'estraneità di Roma sul Russiagate. "La richiesta”, ha spiegato il presidente del Consiglio, “era in riferimento ad agenti dell'intelligence americana di stanza a Roma. Ci poteva essere l'eventualità che avessero lavorato insieme ai nostri servizi".

Conte ha così ribadito l'estraneità dei nostri servizi segreti e ha rivendicato di "aver agito sempre nel rispetto della legge". "Io sono stato quasi costretto a riferire su questa vicenda. Come avevo detto dopo aver riferito al Copasir e ho spiegato agli italiani".

"Se tornassi indietro non farei e non potrei fare diversamente”, ha continuato Conte, “perché questa indagine preliminare che conduce un nostro alleato e che Barr, responsabile del controspionaggio e dell'Fbi, sta portando avanti, in cui c'è una tipica attività di intelligence. Se ci fossimo rifiutati di sederci a un tavolo io dico che allora avremmo recato sì un danno alla nostra intelligence, oltre a produrre una grave slealtà nei confronti di un alleato storico".

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L’attacco di Conte a Salvini

Il premier, durante la conferenza stampa, ha poi sferrato un attacco al leader della Lega Matteo Salvini in merito alla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega: "Rimango sorpreso quando Salvini si ritrova a pontificare quotidianamente sulla questione Barr, mi ha sollecitato a chiarirla. Credo che sia legittima la sua richiesta di chiarimento, eccomi qui. Io la verità l'ho riferita in sede istituzionale, mi sorprende come Salvini, che ha una grande responsabilità perché era ministro dell'Interno e si è candidato a guidare il Paese, non avverta la responsabilità di chiarire questa vicenda".

Giuseppe Conte ha continuato così, come riporta Ansa, la sua accusa al leader della Lega: "Sono stato in forte imbarazzo, sono stato in Senato a chiarire al suo posto senza avere da lui informazioni che io avevo chiesto per iscritto. Non mi ha risposto. Qui non c'è sensibilità istituzionali, forse dovrebbe chiarire cosa ci faceva con Savoini da ministro dell'Interno con le massime autorità russe. Lo chiarisca innanzitutto agli elettori leghisti".

Sulla puntata di Report citata ieri da vari esponenti politici, Conte ha aggiunto: “Non l'ho vista, ho orecchiato e letto qualcosa, mi par di capire che sono venuti fuori ulteriori elementi, ma non e' mia abitudine attaccare gli avversari politici".

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L’interrogativo senza risposta

In merito ai rapporti tra servizi segreti italiani e il ministro della giustizia Usa William Barr, c’è ancora un interrogativo senza risposta. Conte, infatti, non ha spiegato il motivo per cui ha autorizzato quei contatti diretti anziché gestirli personalmente.

Il premier, come riporta il Corriere della Sera, avrebbe potuto partecipare agli incontri invece di “mettere a disposizione” degli Stati Uniti i vertici degli apparati di intelligence.

A dover rispondere alle domande del Comitato di controllo saranno ora il direttore del Dis Gennaro Vecchione, quello dell’Aise Luciano Carta e dell’Aisi Mario Parente.

La replica di Salvini

"A Conte ho finito di rispondere. Faccia il presidente del Consiglio se è in grado di farlo": lo ha detto Matteo Salvini dopo gli ultimi sviluppi del Russiagate. "E' strano che uno interrogato sui suoi atti risponda insultando il prossimo" ha aggiunto il segretario della Lega.

La reazione di Di Maio e Zingaretti

"Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha ragione da vendere su Salvini. Da un ex ministro e leader politico ci si aspetta che spieghi. Il fatto che si sia rifiutato di chiarire, non in un bar, ma in Parlamento, è inquietante" Così su twitter Nicola Zingaretti.

"Credo che in generale sia giusto continuare con il progetto di commissione d'inchiesta dei fondi dati alle forze politiche in tutti questi anni e sono sono d'accordo con il presidente Conte che l'unico Russiagate che esista è quello che riguarda la Lega e Matteo Salvini": lo ha detto Luigi Di Maio a Terni.