Russiagate, 'Mifsud agganciò Papadopoulos a Roma'

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di Marco LicontiJoseph Mifsud, l'enigmatico professore maltese scomparso nel nulla, 'agganciò' George Papadopoulos, il consulente della campagna Trump poi finito nei guai per l'inchiesta del procuratore Robert Mueller sul Russiagate, a Roma, nel marzo del 2016. Luogo dell'incontro, la Link Campus University. Ad introdurre i due, il fondatore e presidente della Link, Vincenzo Scotti. Questa la ricostruzione accreditata dallo stesso Papadopoulos in un'intervista alla Verità e dalla moglie Simona Mangiante, in un'intervista a Repubblica.  

L'ateneo romano, del resto, è citato anche nel Rapporto Mueller sulle interferenze russe nella campagna presidenziale Usa del 2016. Eppure, secondo una ricostruzione alternativa, Mifsud e Papadopoulos potrebbero essersi conosciuti ben prima, in un'altra capitale europea, Londra, anch'essa al centro di quello che viene ormai definito lo 'spygate'.  

Anche se, secondo le rivelazioni giornalistiche delle ultime settimane, è su Roma che si sta concentrando la 'contro-inchiesta' sul Russiagate condotta dall'Attorney General (il ministro della Giustizia Usa) William Barr e dal procuratore John Durham, che qualche imbarazzo starebbe creando al premier italiano Giuseppe Conte, per il coinvolgimento dei nostri servizi di intelligence.  

Secondo questa ricostruzione alternativa, suffragata da evidenze riscontrabili anche online oltre che da una lettura attenta delle dichiarazioni di Papadopoulos e della moglie, Mifsud e Papadopoulos potrebbero essersi conosciuti prima, a Londra, frequentando un'altra organizzazione, il London Centre of International Law Practice (Lcilp).  

Il Lcilp, per il quale da qualche giorno non è più possibile accedere nemmeno alla già scarna homepage su Internet, 'ripulita' in passato di ogni riferimento al professore maltese, si trova al numero 8 di Lincoln's Inn Fields, la bella piazza-giardino nel quartiere londinese di Holborn. Secondo la moglie di Papadopoulos, la Mangiante, che pure ha frequentato il Centro per un breve periodo, si trattava di un posto "finto, una copertura". Una copertura per cosa, non viene specificato, ma solo sottinteso. Papadopoulos nel 2016 era membro dell'Lcilp, come da lui stesso confermato. All'epoca, si fregiava infatti del titolo di 'director of the Center for International Energy & Natural Resources Law at the London Centre of International Law Practice', come è documentato dalla sua partecipazione in quel ruolo ad alcuni convegni, anche durante la campagna presidenziale del 2016 e come ricordano tra l'altro le cronache della stampa Usa dell’epoca.  

In particolare, il riscontro si può trovare ad esempio in un articolo pubblicato dal Cleveland Jewish News il 21 luglio del 2016, in piena Convention repubblicana. L'articolo, corredato da foto, racconta di un convegno al quale prendevano parte esponenti della campagna di Trump, compreso lo stesso Papadopoulos. 

Eppure, nonostante a marzo Papadopoulos fosse stato imbarcato dall'allora candidato Trump nella sua campagna con il ruolo di consulente per "l'energia e il petrolio" - un "ragazzo eccellente" dichiarò Trump il 21 marzo al Washington Post - nell'articolo (e nella didascalia della foto) non si fa riferimento al suo nuovo ruolo di consulente del tycoon. Una stranezza, o forse una semplice dimenticanza del redattore del giornale di Cleveland.  

Torniamo a Londra, perché anche Mifsud era un frequentatore dell'Lcilp, del quale diventerà addirittura direttore, nell'autunno del 2016, come ha riferito la moglie di Papadopoulos, Simona Mangiante, nella sua intervista a Repubblica.  

La Mangiante racconta che un per breve periodo, tra il settembre e il dicembre del 2016, andò a lavorare proprio per la Lcilp, stessa organizzazione del marito e di Mifsud. Va ricordato che, come dichiarato dalla stessa Mangiante, casertana, ex avvocatessa, in passato assistente all'Europarlamento e oggi modella, fu lei la prima in famiglia a incontrare il professore maltese (prima di conoscere il futuro marito).  

A presentarglielo, nel 2011, il deputato europeo del Pd Gianni Pittella, "un amico di famiglia". Sempre Pittella, secondo l'intervista a Repubblica, scaduto l'incarico della Mangiante all'Europarlamento, le "suggerì" nel settembre del 2016 di andare a lavorare a Londra per Mifsud, appena nominato direttore dell'Lcilp. 

Ma prima ancora, Mifsud era stato direttore di un'altra organizzazione con sede a Londra, la London Academy of Diplomacy. E in quella veste aveva frequentato la Lcilp, almeno a partire dal 2014. Lo testimonia ad esempio un convegno sul terrorismo organizzato dal London Centre of International Law Practice nel novembre di quell'anno, al quale il professore maltese partecipò investe di relatore, nel suo ruolo di direttore della London Academy of Diplomacy.  

Se ne trova ancora traccia sul web, anche se, come documentato da un articolo del Guardian del 31 ottobre 2017, la London Academy of Diplomacy sembra scomparsa nel nulla. La sede di Middlesex Street completamente 'ripulita', nell'aprile dello stesso anno.  

Nella sua descrizione della sede londinese della Lcilp, la Mangiante nell'intervista a Repubblica afferma che "il Centro occupava lo spazio di una stanza in un palazzo di una zona chic di Londra, con un tavolo ovale al centro". Insomma, stando alle sue parole, non proprio un luogo nel quale perdersi tra corridoi e uffici, nel quale fosse difficile incontrarsi tra colleghi e frequentatori vari. Per quanto piccolo fosse il posto, insomma, Mifsud e Papadopoulos non si incrociarono mai nell'ufficio di Holborn né, presero parte insieme a uno dei convegni che la Lcilp e la London Academy of Diplomacy organizzavano congiuntamente.  

Eppure, è da Roma e non da Londra, secondo le ricostruzioni contenute nel Rapporto Mueller e confermate dello stesso Papadopoulos e dalla moglie, che avrebbe avuto inizio il 'Russiagate', con il primo incontro tra Mifsud e Papadopoulos. Fu dopo quel primo 'ufficiale' contatto romano nel marzo del 2016, che Mifsud avrebbe infatti proposto a Papadopoulos, da poco nominato dall'allora candidato repubblicano Donald Trump consulente per "l'energia e il petrolio" della sua campagna, materiale "sporco" sulla candidata democratica, Hillary Clinton: migliaia di email compromettenti, in possesso del governo russo.  

Da qui sono nati i guai di Papadopoulos e, soprattutto, quelli della Presidenza Trump. La contro-inchiesta che Trump, tramite Barr e Durham sta conducendo per smontare il 'Russiagate', punterebbe invece a dimostrare che l'offerta di materiale compromettente sulla Clinton, altro non era che una 'polpetta avvelenata' impastata dall'Amministrazione Obama e da governi amici dell'epoca, come quelli britannico e italiano, per 'azzoppare' fin dall'inizio un'eventuale Presidenza Trump.  

La tesi è appoggiata dallo stesso Papadopoulos, che per questo si è visto annunciare una querela dall'ex premier Matteo Renzi e anche dalla Link University. Sul presunto ruolo della sua università nel Russiagate-Spygate oggi in un'intervista a Repubblica è tornato lo stesso Scotti, che senza mezzi termini parla di "sciocchezze".  

Per l'ex ministro dell'Interno, nella sua università "vengono i dirigenti dell’Intelligence italiana a parlare di questioni accademiche. Non vengono gli operativi incaricati di raccogliere informazioni o arruolare agenti. Quanto ai russi, lo abbiamo spiegato noi quattro anni fa agli americani che esisteva una campagna globale di disinformazione russa e cinese".  

Per aver mentito all'Fbi sui suoi contatti con agenti russi mentre lavorava per la campagna di Trump, Papadopoulos nel 2017 scontò 12 giorni di carcere in una prigione federale e fu poi soggetto a 12 mesi di libertà vigilata. Di Mifsud si sono perse le tracce da tempo.