Rutelli (Anica): "Il cinema saprà reagire alle chiusure per Covid"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

"Il mondo del cinema ha una componente disastrosa che è quella legata alle sale chiuse, ai divieti di accesso del pubblico al grande schermo, al naufragio delle ipotesi di riapertura. Però, sul lato della produzione, possiamo dire che mostra una resilienza, per usare un termine molto di moda e forse persino abusato ma che rende l'idea: il settore è in grado di reagire e di difendersi, in un momento così difficile sia per l'occupazione che per l'economia". E' quanto assicura all'Adnkronos Francesco Rutelli, presidente dell'Anica.

"Le produzioni hanno lavorato, i set sono operativi, 230 attivi in questo mese solo a Roma tra film, fiction tv, documentari, ultimo quello di Ridley Scott con Lady Gaga aperto ieri a Roma, dopo i ciak a Milano, per 'House of Gucci', sempre garantendo le massime condizioni possibili di sicurezza sanitaria, con protocolli estremamente prudenti e rigidi e tamponi a non finire: nessun set è diventato un cluster per il virus e non appena una persona risulta essere contagiata tutto si ferma".

In tutto ciò, "abbiamo anche salvaguardato una buona fetta di occupazione e qui l'Italia è stata all'avanguardia. Questo dinamismo del settore produttivo rappresenta il risvolto positivo della medaglia, in contrasto con quello negativo dovuto alla chiusura forzata dei cinema", spiega Rutelli illustrando quello che definisce come "un momento 'double face' per l'industria cinematografica italiana ed europea".

Altro aspetto positivo arriva dal Mic: "Grazie agli incentivi del Governo Draghi, fortemente voluti e ottenuti dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, con i ristori e con il rafforzamento del tax credit, l'Italia ha un meccanismo incentivante delle produzioni che la rende anche altamente competitiva, salvaguardando l'occupazione anche in un momento così difficile di fortissima crisi", sottolinea Rutelli.

Il presidente dell'Anica ricorda che "si stanno girando tanti film e tante serie televisive. E' chiaro che la destinazione, con le sale cinematografiche oggi chiuse per il Covid, è prevalentemente indirizzata alla tv e alle piattaforme digitali, dalla Rai a Sky, da Netflix a Team Vision e Amazon, per citarne solo alcune".

Ma non c'è il rischio, in prospettiva, che questa lunga assenza dal grande schermo si tradurrà in una sorta di disaffezione del pubblico rispetto alla voglia o quanto meno alla 'abitudine' di andare al cinema?

"Intanto, aspettiamo il momento magico in cui finalmente le sale potranno riaprire a pieno regime - risponde Rutelli - senza restrizioni geografiche o logistiche, senza divieti di consumare bibite e pop corn, senza i tre posti su quattro da lasciare vuoti, senza la cancellazione degli spettacoli serali. Se ragioniamo su una ripartenza con un'apertura piena, io sono molto ottimista, come del resto ha dimostrato la scorsa estate anche il successo del Festival di Venezia con migliaia di spettatori".

Dopo di che, aggiunge il presidente dell'Anica, "l'ottimismo di partenza andrà aiutato anche con una forte promozione, per invogliare di nuovo la gente ad andare al cinema e ricordare la bellezza di questa esperienza, di questa buona tradizione. Tra l'altro, la conseguenza di questa forzata e lunga chiusura sarà anche la grande offerta di prodotto". Per gli spettatori sperabilmente ritrovati del cinema, ci sarà solo l'imbarazzo della scelta...

(di Enzo Bonaiuto)