Sì, il travel blogging è una professione a tutti gli effetti

webinfo@adnkronos.com

Genova, 16/09/2019 - I blog di viaggio sono prodotti nati su internet intorno agli anni 2000. In questo lasso di tempo, naturalmente, si sono evoluti, al punto da aver trasformato il turismo in un vero e proprio business online. Non a caso, si parla con sempre maggiore insistenza di tendenza travel blogging. Rendere condivisibile l’esperienza di un viaggio con una miriade di lettori è diventata per molti una questione di affari, avente a che fare con quella che è una vera e propria passione: viaggiare. 

Il mondo del turismo, d’altronde, risulta sempre più orientato alle reti sociali e all’universo dei blog, essendo divenuto a tutti gli effetti un settore sempre più 2.0: se, in passato, la maggior parte degli internauti poteva nutrire interesse solo ed esclusivamente per la mera parte contenutistica delle esperienze di viaggio, oggi non è più così. Il viaggiatore alla ricerca di informazioni è un vero e proprio "prosumer" che vuole dire la sua, rilasciando recensioni, scrivendo curiosità e dando consigli utili, allo scopo di migliorare le esperienze di viaggio di chi legge. 

I numeri sono chiari: le ricerche attinenti alle parole chiave "web turismo" e "blog viaggi" sono grosso modo 3.600 al mese. Sono sempre più i giovani, quelli che fanno riferimento alle recensioni online circa le esperienze di viaggio. In questo modo, infatti, è possibile pianificare al meglio i propri viaggi.  

La ricerca annuale "Access America Vacation Confidence Index", giunta alla terza edizione, evidenzia come gli under 35 sono soliti condividere le esperienze di viaggio. In questa fascia di età, 35 utenti su 100 lo fanno, mentre tra gli over 35, lo fa solo il 20%. Inoltre, quando si tratta di lasciarsi influenzare dalle recensioni di viaggio online, il 74% degli over 35 non si pone il minimo problema a modificare il programma iniziale. 

Target di riferimento di quelli che sono a tutti gli effetti travel blogger o influencer dei viaggi sono coloro che preferiscono investire in esperienze che poi raccontano sul web, dando e chiedendo consigli. E si sa: i viaggi oggi sono forse l’esperienza per antonomasia. 

Come iniziare un progetto professionale di travel blogger 

Iniziare un progetto professionale di travel blogger è di sicuro una sfida ambiziosa: iniziare a descrivere i propri itinerari turistici, a narrare le proprie esperienze di viaggio, a consigliare cosa valga la pena vedere in un nuovo posto, volente o nolente, contribuirà a ispirare altri lettori a fare lo stesso viaggio o a seguire altri itinerari. 

Quali sono i valori chiave che contraddistinguono la figura del travel blogger? Prima di tutto, è giusto precisare che chi fa di professione l’influencer dei viaggi non deve necessariamente viaggiare di continuo. Trattasi di un falso mito da sfatare all’istante. Nell’immaginario collettivo, per svolgere questo lavoro, si ha sempre la valigia in mano, ma non è affatto così. Questo vuol dire che il travel blogger è semplicemente un narratore delle proprie esperienze di viaggio. 

Poco importa che la meta sia esotica, magari in un angolo di un altro continente, o di converso pochi chilometri dietro casa. Requisito indispensabile, affinché i lettori siano coinvolti è che l’esperienza descritta sul blog trasmetta emozioni. Positive o negative che siano. Chi legge deve farsi un’idea sul fatto che valga la pena o meno visitare quel posto. È questa la filosofia di una delle prime travel blogger italiane, Martina Santamaria di Pimpmytrip, blog per viaggi fai-da-te : il viaggio è prima di tutto avventura e solo le emozioni raccontate sinceramente possono ispirare gli altri a partire per il prossimo viaggio. 

Nel giudizio, i lettori tengono conto non solo delle bellezze del posto, ma anche del tipo di avventura che vivranno. In questo senso, sono davvero tante le opzioni disponibili: avventura nel deserto, soggiorno in un lussuoso residence aziendale, permanenza in una riserva naturalistica, pernottamento in una soluzione più spartana, quale un bed & breakfast o in un contesto minimal, quale un hotel a 3 stelle. Lo stesso dicasi per le proposte gourmet: saper descrivere, con parole e con splendidi scatti, quanto di buono in termini culinari è possibile assaggiare in loco è di sicuro cosa apprezzata da chi legge. 

Nell’era del web, contesto "lavorativo" su cui verte il lavoro del travel blogger, un ruolo di cruciale importanza lo gioca di sicuro lo stile di scrittura: oltre a essere scorrevole, incisivo e persuasivo, non può che essere SEO oriented. 

Rendere un testo appetibile non solo per i lettori, ma anche per le prime pagine dei motori di ricerca, a partire da Google, è un vantaggio tutt’altro che indifferente, dal momento che gli internauti digiteranno query del calibro: "città + viaggio", "viaggio in + nazione", "esperienze viaggio a + città" e via dicendo. Se il testo si posizionerà nelle prime pagine della SERP dei motori di ricerca, i lettori saranno di sicuro sempre di più e l’articolo verrà maggiormente condiviso sui social network. 

L’evoluzione del turismo sostenibile 

Dal 2017, l’evoluzione del turismo sostenibile è stata ancora più evidente. Ogni anno, oltre 1 miliardo di persone è in movimento. Di conseguenza, la salvaguardia del pianeta diventa indispensabile.  

Questo tema, grazie anche alla narrazione delle esperienze di viaggio sui blog, ha aumentato la sensibilità dei lettori verso il viaggiare green e nei confronti dell’ecoturismo: salvaguardare i luoghi visitati dall’incuria, valorizzare la bellezza dei posti in cui si è stati ed evitare gli sprechi in viaggio è uno dei tanti requisiti che l’attività di travel blogging è stata in grado di mettere in evidenza. E tuttora continua a farlo. 

Gli strumenti professionali del travel blogger 

Un travel blogger che si rispetti, prima di partire per un grande viaggio, non può fare a meno di mettere in valigia tutta una serie di strumenti professionali. 

Ecco quelli più utili: 

1. Fotocamera Reflex: in rete, scatti di alta qualità ti consentono di catturare un elevato numero di lettori. E vuoi mettere quanto è bella una foto di una specialità culinaria del posto, scattata con una reflex piuttosto che con la fotocamera di uno smartphone? 

2. Fotocamera Mirrorless: questa è la soluzione più gettonata da chi preferisce fotocamere più piccole e semplici da trasportare in trasferta, ma che assicurano ugualmente scatti di pregevole fattura. 

3. Fotocamera Compatta: in quanto a macchine fotografiche, la compatta è di certo la soluzione più easy, poiché più economica. Spesso, gli scatti non sono competitivi per qualità con quelli di una reflex o di una mirrorless. Tuttavia, per chi miri a fare il travel blogger solo come passatempo, la soluzione compatta merita massima attenzione. 

4. Action Cam: il successo ottenuto dalla GoPro ha dato il via alla diffusione a macchia d’olio delle Action Cam, specie tra i blogger che hanno il pallino dei viaggi. Spesso, le riprese in movimento, quelle subacquee e i filmati di qualità ottenuti con un’Action Cam sono a dir poco spettacolari. 

5. La fotocamera dello smartphone: è vero, ci sono smartphone in grado di scattare foto di alta qualità. Spesso, i nuovi modelli hanno nella fotocamera il loro fiore all’occhiello. Tuttavia, poiché anche l’occhio vuole la sua parte, chi mira a monetizzare con la professione del travel blogger non può fare a meno di considerare la fotocamera dello smartphone tutt’al più come soluzione alternativa. 

6. Ulteriori accessori per il travel blogger: tra gli strumenti professionali che un travel blogger deve sempre utilizzare, una menzione speciale la meritano di certo il cavalletto, fondamentale per realizzare scatti eccellenti in termini qualitativi, i kit di pulizia rapida delle lenti delle mirrorless e delle reflex, i supporti per i selfie, i cavi di ricarica, le memorie USB, i powerbank e le batterie di scorta. 

Conclusioni 

La tendenza al travel blogging tutto è, fuorché casuale. Questo è poco ma sicuro. Le reti sociali, il mondo sempre più globale, la voglia di staccare la spina dalla vita lavorativa quotidiana e le offerte di soggiorno low cost in nazioni straniere spingono sempre più persone a viaggiare. 

Se anche tu ami affrontare nuove sfide e condividere le tue esperienze di viaggi, quella del travel blogger può essere un’occasione da sfruttare. Tra obiettivi ambiziosi, soddisfazioni innumerevoli e ostacoli c’è di sicuro da divertirsi. 

D’altronde, i blog di viaggio rientrano tra le più autorevoli fonti di informazione della Rete, specie quando di tratta di fornire il proprio personale punto di vista su una meta di destinazione. Inoltre, se hai talento da vendere nella scrittura, perché non provarci? 

Per informazioni: 

Il travel blog Pimpmytrip vanta molteplici collaborazioni con enti del turismo e aziende come Guide Marco Polo, Lonely Planet e Aerolinas Argentinas, raggiungendo però soprattutto viaggiatori autonomi (500.000 mila contatti al 2019). La travel blogger Martina offre la sua esperienza anche ad altri aspiranti blogger 

e-mail: pimpmytripit@gmail.com 

Facebook: https://www.facebook.com/pimpmytrip.it/ 

Instagram: https://www.instagram.com/pimpmytripit/