Sabino Cassese commenta la nota dell'Anm che chiede priorità sui vaccini

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Mentre il piano vaccinale prosegue, c’è malcontento in alcune categorie, escluse dalla priorità: una di queste è quella dei magistrati. Ne ha parlato a riguardo il giudice emerito della corte costituzionale Sabino Cassese.

Cassese su magistrati e vaccino

“Gli autisti degli autobus, i conduttori dei treni e tante altre categorie di dipendenti pubblici e privati che continuano a lavorare nonostante la pandemia non hanno neppure pensato di sospendere il loro lavoro”. Così il professor Sabino Cassese, giudice emerito della corte costituzionale, si esprime a TPI sulla nota dell’Associazione nazionale magistrati. L’Anm, infatti, ha invitato in una nota a rallentare o sospendere l’attività giudiziaria non urgente a causa della pandemia da Covid: il tutto è nato dopo che il governo ha escluso i magistrati dai gruppi di popolazione cui offrire il vaccino in via prioritaria. Sulla richiesta dei magistrati di essere inclusi tra le categorie prioritarie, il professor Cassese è stato chiaro: “Penso che dovrebbero leggere quello che è scritto nelle aule di giustizia, al di sopra della loro testa, ‘la legge è eguale per tutti'”.

Cassese su autonomia Regioni

Il giudice emerito si è espresso anche sull’autonomia delle Regioni in questa campagna vaccinale. “È, nello stesso tempo, contro la legge e contro il buon senso. Contro la legge perché la Costituzione attribuisce esclusivamente allo Stato il compito di curare la profilassi internazionale e la Corte costituzionale ha di recente ribadito una sua costante giurisprudenza secondo la quale l’attività in corso di svolgimento rientra nella profilassi internazionale -continua Cassese-. Quindi, spetta in via esclusiva allo Stato, il quale può avvalersi dei propri organi o di enti autonomi, come le regioni, che in questo caso operano come soggetti attuatori o esecutori di norme e direttive statali. La decisione di alcune regioni di andare per conto proprio è anche contraria al buon senso. In una situazione nella quale sarebbe necessaria la massima coesione e coerenza dell’azione non solo statale ma anche sovranazionale e globale, che cosa può fare una singola regione da sola?”.

Cassese sull’obbligatorietà del vaccino

Un commento anche sull’obbligatorietà del vaccino per gli operatori sanitari. “La Costituzione dispone chiaramente che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Quindi, la tutela della salute non serve soltanto all’ individuo, ma costituisce una protezione per la collettività. Lo stesso articolo 32 della Costituzione dispone che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Quindi, un obbligo vaccinale generale può essere disposto solo con legge. Ritengo che nei presidi sanitari possa essere disposto anche senza ricorrere alla legge: pensa che il direttore di un presidio sanitario possa consentire ad un chirurgo di entrare in sala operatoria se ha 40 di febbre, la tosse e il raffreddore?”.