Saccomanni: da privatizzazioni 8-10 mld euro in 2014-2015

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni
Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. REUTERS/Francois Lenoir (Reuters)

di Alessandra Galloni DAVOS, Svizzera (Reuters) - Il governo italiano si aspetta di incassare 8-10 miliardi di euro nel biennio 2014-2015 dalle privatizzazioni e di questi 4-5 dovrebbero venire dalla vendita di un primo 40% di Poste italiane, cui potrebbe seguire una seconda tranche. Sono le indicazioni date dal ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni in una intervista a Reuters Insider Television a margine del forum di Davos. "Complessivamente ci aspettiamo 8-10 miliardi nel prossimo biennio di cui la maggior parte nel 2014", ha detto Saccomanni. Questi soldi saranno destinati alla riduzione del debito, come previsto dalla legge. "Per le privatizzazioni di aziende che non sono direttamente controllate dallo Stato si potranno valutare altre destinazioni", ha precisato il ministro. Nella legge di stabilità il governo ha fissato un obiettivo di mezzo punto di Pil, pari a circa 7,5 miliardi, l'anno come ricavato delle dismissioni da destinare alla riduzione del debito che quest'anno dovrebbe toccare il 132,7% del Pil. Già domani il Consiglio dei ministri esaminerà l'operazione Poste per la quale "è difficile dare una valutazione". "Una stima conservativa per l'offerta iniziale del 40% è di 4-5 miliardi. Ci aspettiamo che l'operazione sia ben accolta dal mercato e dopo questa offerta iniziale potremmo fare di più", ha detto il ministro. Secondo una fonte governativa, il Dpcm all'esame del governo nella seduta di domani prevede una offerta di largo mercato fino al 40% destinata a risparmiatori italiani, investitori istituzionali e dipendentei nonchè la possibilità di dismettere ulteriori quote in una o più fasi. Il secondo passo riguarderà l'Ente nazionale assistenza al volo, Enav, ha proseguito Saccomanni. ENI, 30% SOGLIA IMPORTANTE Quanto alla cessione di quote in Eni, il gruppo petrolifero nel quale il governo italiano detiene una partecipazione diretta del 4,34% e indiretta del 25,76%, Saccomanni ha spiegato che il 30% "è una soglia importante". "Stiamo valutando e discutendo la possibilità di andare sotto quella soglia, ma questo non è per l'immediato", ha detto il ministro. Lo schema annunciato dal governo prevede che il cane a sei zampe, riacquistando e poi annullando il 10% delle azioni sul mercato, faccia salire al 33% il peso della quota pubblica. A quel punto il Tesoro potrà vendere il 3% senza che lo Stato scenda sotto la soglia strategica del 30%. Alla data del 22 gennaio Eni ha rastrellato lo 0,36% del capitale, un'ulteriore conferma che gli acquisti avranno tempi lunghi. Per dare un'idea, Eni ha concluso il precedente buyback del 10% in nove anni. Per alcuni esperti, tuttavia, il Tesoro potrebbe muoversi subito, perché lo statuto di Eni limita i diritti di voto al 3% attraverso la golden power e per togliere il tetto serve il 75% dei voti in assemblea. Quanto a Banca Monte dei Paschi di Siena, Saccomanni ha detto di vedere "zero possibilità" che venga nazionalizzata. Al World Economic Forum di Davos il ministro ha anche espresso forti aspettative circa una crescita del Pil nel quarto trimestre del 2013 dopo più di due anni di recessione. "L'economia si è stabilizzata nel terzo (trimestre), abbiamo forti segnali che sia cresciuta nel quarto trimestre. E io credo che avremo una crescita dell'1%", ha detto Saccomanni senza dare ulteriori indicazioni. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia