Safilo, Bini: Regione contraria a soluzioni unilaterali

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Trieste, 16 gen. (askanews) - "La Regione è al fianco dei lavoratori di Safilo e condivide, al fine di garantire la maggior tutela alle 226 persone assunte nello stabilimento di Martignacco, la richiesta delle organizzazioni sindacali di fare ricorso ai contratti di solidarietà in luogo della cassa integrazione straordinaria (Cigs) proposta dalla proprietà. L'Amministrazione sollecita inoltre un confronto permanente tra tutti i soggetti interessati con l'obiettivo di scongiurare l'adozione di decisioni unilaterali che possano precludere l'individuazione di percorsi condivisi a soluzione della crisi". Lo ha ribadito l'assessore alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini, intervenendo questo pomeriggio al tavolo convocato a Roma dal Ministero dello Sviluppo Economico - alla presenza del ministro Patuanelli, dell'azienda, di Regione Veneto e delle organizzazioni sindacali - per affrontare la crisi della società padovana con sedi in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. "Tale soluzione - ha spiegato l'assessore - si pone l'obiettivo di sostenere la continuità della produzione, sebbene su orari ridotti, e di non disperdere pertanto il patrimonio umano e professionale nella prospettiva di rendere l'impianto più appetibile a potenziali investitori". Il piano aziendale approvato il 10 dicembre scorso prevede infatti la riduzione di 700 unità di forza lavoro, portando alla chiusura dell'impianto friulano e a consistenti riduzioni di personale nelle altre due fabbriche. "Il Friuli Venezia Giulia sta vivendo un dramma - ha sottolineato ancora Bini - che richiede strategie definite collegialmente, figlie di un percorso di condivisione con le istituzioni e, soprattutto, con le parti sociali". L'assessore ha quindi concluso il proprio intervento appellandosi alla responsabilità sociale dell'azienda, "in una logica che non sia guidata esclusivamente dal profitto, ma dalla capacità di relazione con il territorio e dalla forza di assorbire i frangenti critici determinati dal mercato senza ricorrere alla chiusura degli impianti produttivi".